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Re: Classe Zara

Voglio specificare, cosa che non mi risulta sia stata mai presa in considerazione, che le navi italiane, in questo caso lo ZARA che era in testa alla formazione, e i cacciatorpediniere che seguivano il FIUME, non possedevano mimetizzazione ed erano pertanto, con il loro colore chiaro, visibilissime di notte. Le navi britanniche, invece, erano tutte mimetizzate, ed erano pertanto molto meno visibili nell'oscurità. Questo fu certamente un vantaggio che contribuì a nasconderle alla vista dei binocoli delle vedette delle unità della 1^ Divisione. Ma non deve neppure essere una scusante per il mancato avvistamento del nemico

Re: Classe Zara

( va bene che il Fiume era il secondo di fila e che quindi lo Zara poteva essere più visibile ecc...).

Mi riferivo proprio a questo, lo Zara capofila era color grigio chiaro e quindi molto più visibile del Fiume mimetizzato che lo seguiva, vanificando probabilmente il mimetismo di quest'ultimo.

Condivido pienamente quindi la sua puntualizzazione Sig. Mattesini, certamente non è una scusante ma solo un particolare (quello della mimetizzazione del Fiume), solitamente trascurato dalle analisi dei fatti riguardanti Matapan.

Re: Re: Classe Zara

Recentemente, in un altro sito di Internet in cui, per problemi con i moderatori, non ho avuto la possibilità di rispondere, Enrico Cernuschi (nascondendosi, come fa di solito (questa volta con la sigla “R.Torp. Bora”), chiamandomi in causa per evidente spirito polemico nei miei confronti, ha scritto, riferendosi al mio libro “L’operazione Gaudo e lo scontro notturno di Capo Matapan”, e in particolare ai cacciatorpediniere rimasti di poppa agli incrociatori della !a Divisione, che le direttive fissate per la navigazione notturna delle navi italiane non erano “più in vigore nel 1941”.

Dal momento che le norme fissate dall’Alto Comando della Regia Marina non risultavano affatto abrogate, ma semmai integrate dopo kla battaglia di Matapan anche con nuove e più adeguate istruzioni per la navigazione notturna - con i cacciatorpediniere disposti di notte sempre a prora e al fianco delle grandi navi - vorrei sapere dal Sig. Cernuschi dove ha appreso la stupefacente notizia, facendoci conoscere l’Ente che ha abrogato “la direttiva in parola” assieme all’oggetto, al numero di protocollo, e alla data di emissione.

Il Sig. Cernuschi insinua poi, per quanto riguarda il mio libro “La Marina e l’8 Settembre”, di un altro mio “incidente di percorso, contrastando la mia ipotesi, secondo la quale ho scritto che il sommergibile CAGNI, diretto a Singapore per caricare un carico di gomma da portare in Francia, era stato fermato il giorno 7 settembre 1943, alla vigilia dell’Armistizio dell’Italia, per prepararsi a raggiungere un porto Alleato.
Su questo argomento, con il solito spirito ironico, che non dovrebbe mai essere il bagaglio dello storico serio, il Sig. Cernuschi ha scritto:

“… il preteso anticipo dell’armistizio radiotrasmesso (!) al Cagni con l'ordine di non attaccare mediante un cifrario noto anche ai tedeschi e che si riferiva, in realtà, a una disposizione germanica correlata al previsto rifornimento, tra l'8 e il 12 settembre, di tre battelli (Cagni incluso) da parte della cisterna Brake in quell'area.
Una volta crollato quest'esile punto d'appoggio grazie a libro serio sulla guerra subacquea nell'Oceano Indiano come Hitler's Grey Wolves di Lawrence Paterson, è venuto giù anche il resto.
Non mi faccio, tuttavia, illusioni. Come ha scritto recentissimamente il comandante Rapalino nel suo Odissea di un sommergibilista: "Non sarà certo qualche complicata tabella frutto di lunghe ricerche a cambiare l'immaginario collettivo, né tanto meno i pregiudizi di chi non vuole cambiare idea per partito preso".

Condivido il parere espresso dal comandante Raspalino, che io ben conosco per la sua serietà, ma, in questo caso, come dimostrerò, a personaggi invertiti.

Come ho già scritto fin dal 1993 in “BETASOM La guerra negli Oceani (1940-1943), 1^ Edizione, pag. 519 (2^ Edizione pag. 525), fin dalla partenza da Bordeaux era stato fissato il rifornimento del CAGNI, in Oceano Indiano, alla nave ausiliaria tedesca BRAKE, che si trovava a Singapore.
Il 30 luglio 1943, dopo l’attacco e il danneggiamento dell’incrociatore ausiliario britannico ASTURIAS, al largo di Freetown, il CAGNI attraversò l’Equatore e il 22 agosto, ancor prima di aver raggiunto la zona di Città del Capo, invece di sostare, come era previsto, nelle acque orientali del Sud Africa per effettuarvi l’attacco al traffico isolato, diresse alla massima velocità consentitagli dall’autonomia residua verso Singapore, ove per ordine di Betasom, doveva giungere al più presto per il noto imbarco di gomma e stagno. Il 1° settembre Betasom confermò al Cagni, entrato nell’Oceano Indiano, l’urgenza del rifornimento di materie prime, ordinandogli di astenersi, a partire dal meridiano 40°00’E (a metà strada tra le coste orientali del Sud Africa e quelle nord-occidentali del Madagascar) da qualsiasi azione offensiva.
Il 7 settembre il CAGNI si trovava all’incirca a circa 1000 miglia per est-sudest dell’estremità meridionale di Madagascar, e si stava dirigendo verso il punto di rifornimento con la DRAKE, che si trovava a sud dell’Isola Mauritius, quando con due messaggi successivi trasmessi da Betasom, gli fu ordinato di fermarsi dove si trovava e di non effettuare alcun attacco. Ordine, trasmesso per radio che in precedenza era stato inviato al sommergibile, e che ora veniva confermato con urgenza, con messaggi trasmessi alle ore 12.18 (“rimanere in agguato nell’attuale posizione non dico non effettuate alcun attacco”) e alle 22.15 (“confermo non dico non effettuate alcun attacco”).
Con l’armistizio che sarebbe entrato in vigore l’indomani alle 18.30, occorreva assolutamente che oltre ad evitare incidenti con la BRAKE non fossero attaccate navi Alleate, come avevano richiesto gli anglo-americani, e i due messaggi trasmessi al CAGNI da Betasom, ipotizzabili per intervento da Roma, erano per questo molto significativi. Generalmente i messaggi urgenti trasmessi da Betasom, per ordine del B.d.U. (Comandante dei Sommergibili tedeschi), erano compilati con il codice della macchina Enigma (1^ Edizione novembre 1942), ma dai due messaggi ciò non risulta ed è quindi logico ritenere che fosse stato usato un codice manuale di alta segretezza, in possesso al sommergibile per trasmissioni riservate che i tedeschi non dovevano conoscere: S.M. 45 S, tabelle particolari SIGMA, S.M. 55 ter S., Cifrario Atlantico, ecc.
Tutte le navi italiane avevano diversi codici, tanto è vero che le trasmissioni inviate da Supermarina alla corazzata ROMA, quando fu affondata il 9 settembre 1943, non poterono essere comprese dalle altre navi Comando di Divisione delle Forze Navali da Battaglia, ed incerta resto per qualche tempo quale fosse la loro destinazione (al largo di Bona).
Ma a questa nostra logica considerazione, evidentemente il Dott. Cerbuschi, sempre pronto a sfruttare le tesi espresse in libri di autori “seri” più che informarsi sui documenti, appare scettico. Se ben ricordo, dapprima fu detto, per contrastare le mie tesi, che il CAGNI era stato fermato nella sua rotta verso Singapore per il fatto che in quella zona vi erano esercitazioni delle navi giapponesi, che peraltro, anche se ci fossero state, si sarebbero svolte migliaia di miglia verso ovest, al largo di Sumatra. E ciò assolutamente non giustificava di fermare il sommergibile.
Riguardo al rifornimento dei due U-boote tedeschi e del CAGNI, dovuto alla penna di un certo Lawrence Paterson, vi sono molte inesattezze, che il Dott. Cernuschi ha preso per buone. Infatti, secondo quanto risulta nel Diario di Guerra del Comando dei Sommergibili tedeschi alla data dell’8 settembre 1943, l’ordine di rifornimento fu impartito agli U 168, U 183, U 188, U 532 e U 533 (del Gruppo “Monson”, che dovevano portarsi ad operare nel tratto di mare tra il Golfo di Oman, il Golfo di Aden e l’arcipelago di Chagos), e quindi con esclusione del CAGNI.
Se poi questo nostro sommergibile doveva raggiungere la zona del rifornimento, che per i 5 U-boote si realizzò l’11 settembre, perché mai lo si sarebbe dovuto fermare, come gli ordinò Betasom, mentre invece, dovendo rifornirsi alla DRAKE, era logico che dovesse dirigere verso la nave ausiliaria tedesca alla massima velocità. Inoltre doveva essere informato della posizione e dei dettagli del rifornimento stesso con messaggio radio, che non gli fu inviato da Betasom.

Pacatamente, invito il Dott. Cernuschi ad essere più cauto e a documentarsi meglio prima di esprimere giudizi inesatti, per mettere in cattiva luce chi la Storia della seconda guerra mondiale la conosce bene e la tratta in forma elevata da quasi 40 anni, e non per giornaletti o editori più o meno accondiscendenti, ma per i ben più severi e controllori Uffici Storici delle Forze Armate. O sono tutti sprovveduti?

Francesco Mattesini

Re: Classe Zara

Voglio introdurre una riflessione sulla triste sorte delle città che portavano i nomi delle navi classe Zara.
le navi Zara, Fiume, Pola, distrutte, la Gorizia gravemente danneggiata. Le città di Zara, Pola e Fiume perse alla Patria fra il 1944 ed il 1947, la città di Gorizia salvata solo in parte dalla perdita.
Un parallelismo tristemente inquietante !

Re: Classe Zara

MI associo al ricordo delle nostre città perdute, ora gementi sotto il tallone croato.

Re: Classe Zara

Richiamo questo 3d per invitare i "disegnatori grafici" del Forum a inserire le navi della II GM pariclasse ai nostri Fiume e altri incrociatori.

Se vi va, grazie 2000!

Re: Classe Zara

Mi fa piacere che sia stato riaperto questo forum, per ricordare che dopo la perdita delle tre navi Zara, Fiume, Pola, anche le tre città di cui portavano il nome furono perse alla Patria ed io e tanti altri siamo dovuti scappare dalla nostre città, dalle nostre case.

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