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Area di crisi: America del Sud

Espulso Ambasciatore degli Stati Unitr d'America in Venezuela

Le ultime notizie propongono foschi scenari della piu' grave crisi diplomatica tra gli USA e molti governi sud americani.

Si parla di un allargamento all'Argentina e della probabile decisione del governo USA di reciprocanza nell'anulamento dell'accredito diplomatico.

Qualcuno degli esperti internazionali hanno modo di spiegare lo scenario che ha portato a queste gravi decisioni?!

Re: Area di crisi: America del Sud

mi scuso per i refusi di stampa presenti.

Re: Area di crisi: America del Sud

Questa reciprocità c'è già stata, e l'ambasciatore boliviano negli Stati Uniti è già stato reimpatriato in Bolivia. Ora si aspetta la reciprocità dell'ambasciatore Venezuelano visto che il Presidente Chavez ha rispedito al mittente l'ambasciatore americano. Fra l'altro anche il Presidente del Guatemala è in fibrillazione, visto che ha trovato cimici nel suo telefono e nella calcolatrice del suo ufficio , al punto che ha mandato a casa il suo staff. Anche la Presidente dell'Argentina si lamenta di un caso montato dai servizi su un finanziamento illecito. Evidentemente non è piaciuto l'accordo tra Argentina e Brasile per la diga, che fa a meno non solo della Banca Mondiale, ma anche del dollare statunitense.

Re: Area di crisi: America del Sud

Non sono un esperto di politica internazionale ma credo che le tensioni tra USA e Bolivia nascano da qui.

Re: Area di crisi: America del Sud

Evidentemente l'11 settembre è una data che piace a una certa oligarchia per creare upsidedown, come il caso della nazionalizzazione del rame cileno che portò al bombardamento del palazzo della Moneda in Cile e all'appoggio di Pinochet ( che tanto democratico non era) e ieri ai disordini per la nazionalizzazione del gas boliviano.

Re: Area di crisi: America del Sud

C'è la reciprocità anche col Venezuela: interrotte le relazioni diplomatiche.
Velata minaccia di Chavez di interrompere le forniture di petrolio e annuncio del già avvenuto ridispiegamento in Venezuela di due TU-160 russi. A ciò si aggiungono le manovre congiunte tra le due marine che vedranno partecipare anche un Kirov.

In ogni caso mi pare una Georgia rovesciata sotto molti aspetti con i russi che cercano di mettere un amico nel cortile di casa americano. Solo che, esattamente come gli USA con Saakashvili, neanche loro sono in grado di difenderlo.
E, aggiungo, esattamente come i russi hanno usato la forza bruta, c'è la possibilità che gli americani facciano altrettanto, e nessuno potrebbe dir nulla.

Re: Area di crisi: America del Sud

In altri tempi, un presidente così anti-americano (o forse filo-comunista) sarebbe stato vittima di un golpe. Staremo a vedere.

Re: Area di crisi: America del Sud

Premetto la mia è un esagerazione la mia, ma sinceramente fossi stato in Chavez avrei scelto un altro periodo per una mossa del genere!

Il Venezuela non è come la Georgia, ha la Russia(l'amico) a migliaia di km e gli americani ad un tiro di schioppo. Gli USA non aspettano altro che un nuovo nemico su cui focalizzare la campagna elettorale e sui cui rivalersi dopo la sconfitta in georgia: basta un pretesto. E soprattutto per un raid punitivo in Venezuala gli USA hanno lì vicino tutto quello che serve e la Russia non ha certo le capacità per opporsi...

Naturalmente è un esagerazione...
Cordialmente
Beppe

Re: Area di crisi: America del Sud

Il Venezuel E' come la Georgia...
Scusate...

Re: Area di crisi: America del Sud

Insomma, Chavez non è stato diplomatico....Mah speriamo che si calmino un po' tutti gli animi

Re: Area di crisi: America del Sud

Questa " insorti boliviani" sembrano molto ben addestrati...

Re: Area di crisi: America del Sud

L'Ambasciatore Phillip Goldberg



>Specializzato in fomentare scontri etnici, con esperienza in Kosovo e Bosnia.

Re: Area di crisi: America del Sud

BOLIVIA: 3 MORTI IN SCONTRI A PANDO
Almeno 20 feriti tra sostenitori governo e oppositori
(ANSA) - LA PAZ, 11 SET - I morti negli scontri di oggi vicino a Porvenir, nel dipartimento boliviano di Pando, sono almeno tre e i feriti sarebbero una ventina. Lo afferma la delegata presidenziale Nancy Texeira parlando a Radio Erbol. Gli incidenti sono avvenuti quando un gruppo di contadini sostenitori del governo, che si stava recando a Pando, capoluogo dell'omonimo dipartimento, e' stato affrontato da persone legate alla prefettura che si oppone al governo centrale.

USA ESPELLONO AMBASCIATORE BOLIVIA
Presidente Morales sulle violenze, la pazienza ha un limite
(ANSA) - WASHINGTON, 12 SET - Gli Stati Uniti hanno deciso di espellere l'ambasciatore boliviano. Lo ha reso noto il portavoce del Dipartimento di Stato Usa. Sean McCormack ha precisato che la decisione e' stata presa in risposta alla analoga iniziativa presa ieri da La Paz nei confronti dell'ambasciatore Usa in Bolivia. E intanto il presidente boliviano Evo Morales, di fronte alle violenze che si registrano nel paese, ha ammonito che ''la pazienza ha un limite''.

CHAVEZ MINACCIA STOP PETROLIO A USA
Annunciata espulsione ambasciatore Usa a Caracas
(ANSA) - CARACAS, 12 SET - Il presidente venezuelano Chavez ha minacciato lo stop delle forniture di petrolio agli Usa se Washington agredisse il suo governo. Poco prima Chavez aveva annunciato l'espulsione dell'ambasciatore americano a Caracas in segno di appoggio e solidarieta' con la Bolivia, che ha a sua volta espulso l'ambasciatore Usa a La Paz accusandolo di fomentare le proteste e le spinte separatiste in Bolivia.

Usa: Tesoro, sanzioni contro Caracas
Intanto Washington sta valutando espulsione ambasciatore
(ANSA) - WASHINGTON, 12 set - Il Tesoro Usa ha annunciato oggi sanzioni contro due alti responsabili del governo venezuelano, accusandoli di aiutare le Farc. I due avrebbero aiutato 'materialmente le forze armate rivoluzionarie della Colombia nel loro traffico di droga', secondo il ministero del Tesoro. Intanto Washington sta valutando l'ipotesi di espellere dal Paese l'ambasciatore del Venezuela, in risposta all'analoga decisione presa dal presidente venezuelano Chavez nei confronti dell'ambasciatore Usa.

Re: Area di crisi: America del Sud

L'elemento più preoccupante è proprio quello boliviano, dove le zone nell'Est del paese, popolate in maggioranza da bianchi di origine spagnola, e nel quale si concentrano tutti i giacimenti di petrolio e gas, si stanno manovrando azioni finalizzate al secessionismo, così da non dover dividere i proventi degli idrocarburi anche con le popolazioni andine cosa che lo stato unitario governato da morales garantisce molto più di quanto abbia mai fatto qualsiasi governo precedente. E in questo potrebbero esserci interessi di aziende del "grande giardiniere" del nord. Per quanto riguarda il venezuela i risentimento di chavez parrebbe essere originato dalla scoperta di un recente tentativo USA di organizzare un ennesimo colpo di stato contro di lui.
Neel mentre alcuni bombardieri strategici russi Tu-160, stanno compiendo esercitazioni in acque internazionali facendo base in venezuela. accerchiamenti e controaccerchiamenti. il risiko continua.

Re: Area di crisi: America del Sud

Sembra che Morales abbia ordinato all'Esercito di muoversi.

Re: Area di crisi: America del Sud

12 settembre 2008 - 18.36
Usa: sanzioni a Venezuela, congelate attivita' finanziarie.

WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno disposto il congelamento di tutte le attività commerciali e finanziariein atto con il Venezuela.In un comunicato il Tesoro americano precisa che le sanzioni prevedono "il congelamento di tutte le attività individuali o di organizzazioni (del Venezuela) sotto giurisdizione americana" e proibiscono "a tutte le attività americane di avere rapporti commerciali o finanziari" con soggetti o organizzazioni a qualsivoglia titolo collegate con il Venezuela.
SDA-ATS

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A dimostrazione che ai piccoli non conviene mettersi contro i grandi.

Re: Area di crisi: America del Sud

Se il barile di petrolio tornasse ad un prezzo di 25 Dolllari, non oso immaginare quale sarebbe il cambio del Dollaro contro EURO, od altra Valuta.

Signor Delta, ma Lei vuole davvero così male ai lavoratori USA da volerli tutti disoccupati?

Re: Area di crisi: America del Sud

E, aggiungo, esattamente come i russi hanno usato la forza bruta, c'è la possibilità che gli americani facciano altrettanto, e nessuno potrebbe dir nulla.

Forse voleva scrivere "far nulla"?

Re: Area di crisi: America del Sud

Esattamente Sig Pierpaolo, e la ringrazio.
Non hanno scelto un buon momento Chavez e Morales anche se l'ipotesi di golpe violento la considererei molto ma molto remota

Re: Area di crisi: America del Sud

Come ovvia contromossa il Venezuela chiuderà i rubinetti..

Re: Area di crisi: America del Sud

Chavez può permettersi di chiudere i rubinetti, ma per poco, il Bachaquero venezuelano è un greggio pesante e pieno di zolfo, le uniche raffinerie al mondo in grado di trattarlo, per quanto ne so, sono negli USA, che sono non solo il principale acquirente del petrolio venezuelano ma anche ad un tiro di schioppo e quindi il trasporto del greggio dal pozzo alla raffineria ha costi decisamente contenuti rispetto a quelli, poniamo, di un acquirente europeo o asiatico.

Trovare altri acquirenti non sarà facile per Chavez, fermo restando il diritto del Venezuela di vendere a chi vuole.

Cordiali saluti

Re: Area di crisi: America del Sud

Probemi anche con l'ambasciatore americano in Honduras

Re: Area di crisi: America del Sud

Intanto, in Venezuala, arrivano due caccia bombardieri russi per voli di addestramento di piloti venezuelani.

Sempre dallo stesso articolo:
Nella bagarre internazionale è entrato infine anche il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya che ha sospeso all’improvviso, ieri pomeriggio, la cerimonia di presentazione delle credenziali del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti Hugo Llorens in solidarietà con i governi di Bolivia e Venezuela che avevano appena espulso gli ambasciatori di Washington.

Infine Argentina & Brasile dichiarano solidarietà. Non agli USA.

Re: Area di crisi: America del Sud

Forse si sta palesando la volontà di emancipazione dell'America Latina nei confronti delle tutele ed ingerenza Yankee.

Re: Area di crisi: America del Sud

No, non conviene a Chavez chiudere i rubinetti.
Finchè si tratta di propaganda politica è un conto, andare ad azzoppare l'intera sua economia è cosa ben diversa.

Re: Area di crisi: America del Sud

Rick

Le ha ragione a meno che ...

Re: Area di crisi: America del Sud

Ritengo che se tutti i paesi piu' importanti del Sud America
hanno fatto quadro su questa guerra diplomatica,
può significace che alcune decisioni di carattere internazionale
degli Stati Uniti sono considerati non adatti.

In effetti il presidente Chavez non ha tagliato i rapporti
diplomatici con gli Stati Uniti d'America.

Ha solo rifiutato di avere rapporti diplomatici con l'attuale
governo, in attesa di quello inviato dal nuovo Presidente.

In effetti, fu Fujimori, ex presidente del Perù, ad iniziare
ad usare l'arma diplomatica per dare incisività al proprio
operato internazionale.
Egli, infatti appena eletto, resosi conto che i suoi messaggi
internazionali non arrivavano a destinazione, prese una
decisione impressionante: tolse l'incarico a tutti i suoi
ambasciatori nel mondo.

Questa decisione gli permise di poter avviare rapporti
molto più stretti con i paesi con cui voleva maggiori contatti.

Appare quindi che i paesi che si sentono meno favoriti abbiano
preferito lasciarsi liberi di poter accettare un nuovo ambasciatore
designato dal nuovo presidente.

Se non avessero fatto questo atto durante l'attuale Presidenza,
sarebbe veramente sembrato un atto di guerra.

In fondo e' un atto con fondamenti stretegici e di comunicazione
alquanto sofisticati e intelligenti.

Re: Area di crisi: America del Sud

La Stampa - Trame strategiche con Mosca o un processo pericoloso a Miami: sono questi i due scenari con cui Washington spiega le recenti mosse di Chavez, che nel giro di pochi giorni ha prima dato ospitalità a due bombardieri strategici russi e poi espulso l'amasciatore Usa a Caracas. Washington teme anzitutto che Chavez voglia ospitare armi atomiche o missili russi sul territorio del Venezuela, al fine di portare una minaccia diretta alla sicurezza degli Stati Uniti. Di questo si parla in alcuni memorandum riservati che circolano al Dipartimento di Stato come in alcune analisi dei servizi di intelligence, redatti nella comune convinzione che Chavez stia tentando di convincere il premier russo Vladimir Putin alla spettacolare mossa per mettere davanti al fatto compiuto il prossimo presidente degli Stati Uniti.
Chavez si richiamerebbe al precedente dei missili sovietici a Cuba che scatenarono la crisi fra John F. Kennedy e Fidel nel 1962, puntando però a fare molto di meglio in Castro ovvero a trasformare il Venezuela in una base strategica permanente dell’esercito di Mosca nell’Emisfero Occidentale. L’improvvisa decisione di espellere l’ambasciatore Usa a Caracas, seguendo l’esempio di Evo Morales in Bolivia, ha rafforzato la convinzione che Hugo Chavez voglia far coincidere il passaggio delle consegne alla Casa Bianca con un aumento delle tensioni bilaterali, senza spingersi tuttavia fino all’interruzione delle forniture di greggio agli Stati Uniti.
Per comprendere da dove nascono le ipotesi Usa su una possibile crisi dei missili venezuelana bisogna tenere presente cosa l’intelligence ha osservato negli ultimi sei mesi: il Venezuela ha creato voli diretti con Teheran, aperto le frontiere ai cittadini iraniani, consentito l’insediamento sul suo territorio di gruppi di sospetti membri di Hezbollah e stretto legami finanziari con Ahmadinejad a dispetto delle sanzioni votate dall’Onu. Il risultato è che il Venezuela oggi costituisce una piattaforma operativa per i servizi iraniani in America Latina in maniera analoga a come Chavez potrebbe offrire le basi alle armi strategiche del Cremlino.
Dentro l’amministrazione Bush c’è chi ritiene che tale fuga in avanti del presidente venezuelano sia il risultato di una confluenza di situazioni: da un lato lo smacco subito a seguito dei successi del governo colombiano contro la guerriglia delle Farc, tollerata se non sostenuta da Caracas, e dall’altro l’indebolimento interno di Chavez a seguito della sconfitta nel referendum e di un peggioramento della situazione economica. Tale lettura porta Washington a ipotizzare che Chavez abbia interesse ad acuire le tensioni con Washington per scongiurare divisioni nel governo o con i militari.
La seconda interpretazione, anch’essa arrivata sul tavolo del Segretario di Stato Condoleezza Rice, spiega invece la cacciata dell’ambasciatore Usa con l’intenzione di Chavez di rompere le relazioni bilaterali per scongiurare i possibili effetti del processo che sta per aprirsi a Miami sulla valigia con 800 mila dollari che venne trovata nel 2007 ad un alto funzionario venezuelano allo scalo di Buenos Aires, destinata a finanziare la campagna elettorale di Christina Kirchner. Il processo potrebbe concludersi con un mandato di cattura per corruzione contro Chavez, in maniera analoga a quando avvenne per il dittatore panamense Manuel Noriega che fu accusato di complicità con il narcotraffico prima di essere deposto dagli americani nel 1989.
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Pare che i TU-160 siano arrivati per compiere esercitazioni ed addestrare piloti colombiani...
Il Venezuela potrebbe quindi voler acquistare qualche bombardiere strategico TU-160 e le esercitazioni avrebbero un carattere dimostrativo.
Il Venezuela con bombardieri strategici farebbe un notevole passo in avanti in termini di deterrenza.

Re: Area di crisi: America del Sud

Tempo due anni e l'operatività di quegli aerei sarebbe zero. Non hanno il know-how per mantenere efficienti dei bombardieri strategici.
Di positivo invece innescherebbero una corsa agli armamenti in america latina in cui il nostro Typhoon avrebbe ottime carte da giocare (specialmente il Brasile).

Re: Area di crisi: America del Sud

"L'unico paese decente in quell'emisfero si chiama Cile."

Infatti la Presidente cilena Michelle Bachele, ha convocato d'urgenza UNASUL ( Argentina, Bolívia, Brasile, Chile, Colômbia, Equador, Guiana, Paraguai, Peru, Suriname, Uruguai e Venezuela), per analizzare la situazione Boliviana in appoggio del Presidente Morales affinchè la Bolivia possa continuare a crescere nel suo processo democratico e di pace e liberarsi da provocazioni razziste e separatiste.

Re: Area di crisi: America del Sud

Tempo due anni e l'operatività di quegli aerei sarebbe zero. Non hanno il know-how per mantenere efficienti dei bombardieri strategici.
Di positivo invece innescherebbero una corsa agli armamenti in america latina in cui il nostro Typhoon avrebbe ottime carte da giocare (specialmente in Brasile).

Re: Area di crisi: America del Sud

e.c : Presidente Michelle Bachelet

Re: Area di crisi: America del Sud

Tempo due anni e l'operatività di quegli aerei sarebbe zero. Non hanno il know-how per mantenere efficienti dei bombardieri strategici.
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Vero, ma la manuntenzione e la logistica potrebbe essere demandata a personale russo, un pacchetto tutto compreso.
In questo modo i russi disporrebbero di forze strategiche relativamente vicine al territorio americano senza però avere ufficialmente delle basi in Venezuela.
Se poi lo scudo in Polonia dovesse diventare realtà si potrebbe fare lo stesso con Cuba, con il Nicaragua, con l'Ecuador, con il Perù...insomma con mezzo sud america.

Inoltre sono notevoli i programmi di ammodernamento di esercito e marina: carri T-90C, SU-30, elicotteri MI-28, decine di TOR-M1, ed un numero imprecisato di sottomarini d'attacco (si dice addirittura 18, un numero elevatissimo).

Re: Area di crisi: America del Sud

Per una serie di motivi di costi, addestrameto piloti e personale di supporto, logistica, ricambistica, tecnologie utilizzate, segretezza, etc, etc nessun paese al mondo che non sia la Russia può utlizzare il TU-160.

L'Ucraina che li aveva li ha dismessi e in parte restituiti.

La Flotta Russa è limitata e costosissima in tutti i sensi persini per loro.
Sono importantissimi nella loro ricerca di un nuovo status di potenza globale.

Ritengo impensabile anche un ridispiegamento per più di pochi mesi di pochi velivoli anche se totalmente gestiti dai Russi stessi.

Ricordo solo che il TU-160 è assimilabile, anche se inferiore al B1-B Lancer!!

Re: Area di crisi: America del Sud

Credo che alcuni interventi siano alquanto superficiali sulle capacità di gestione di sistemi complessi in Sud America.

Moltissimi dei canali aerei che attraversano il Sud America sono considerati tra i più pericolosi al mondo, quasi tutti i piloti civili provengono per questo dalla carriera militare.

Ad esempio la tratta Rio Gajegos - Usuaia, in Argentina, può essere condotta da piloti collaudatori in quanto e' considerata la seconda tratta piu' pericolosa al mondo.

Quindi ci andrei cauto con delle affermazioni come quelle che ho letto.

Re: Area di crisi: America del Sud

Mah, quando si parla di forze armate sud-americane bisogna andarci coi piedi di piombo.
Non si fanno problemi ad accumulare aerei ed altri sistemi d'arma, ma l'operatività è in genere bassissima.
Ciò varrà anche per i SU-30, i Kilo (che saranno 4 al più) e i T-90 di Chavez.

Re: Area di crisi: America del Sud

Quanto sostenuto dal sig. Rick appare corretto considerando le generazioni passate, per dirla in chiaro, di quelli che hanno oggi piu' di 40 anni.

Ma la gioventù odierna, soprattutto delle classi medie, hanno studiato quasi tutti all'estero e le associazioni di impresa e di cooperazione economiche tra i paesi sud americani hanno dato impulso ad una razionalizzazione degli interventi organizzativi.

Per noi italiani è piu' facile renderci conto di questa evoluzione organizzativa a livello istituzionale e continentale perché negli anni '60 fu fondato l'Istituo Latino americano che è considerato l'organo internazionale della cultura sud americana piu' prestigioso all'estero.

Seguo da anni questo istituto, anche perché mio padre fu il diplomatico che riuscì a mantenerlo di carattere culturale e non di indirizzo politico.

Ebbene negli ultimi lustri, le iniziative e le prospettive sono state molto piu' concrete e realizzate con una standardizzazione ed una professionale sempre più elevata.

Comprendo che non sto parlando di questioni militari, ma rendersi conto che ormai le nazioni sud americane agiscono molto piu' spesso in sintonia, anche con i paletti di alleati che non hanno elasticità mentale, permette di poter contestare il pregiudizio dell'inaffidabilità sud americana.

Ricordiamoci che il Brasile produce ottimi mezzi militari e che molti aerei nel medio raggio civile sono di produzione Brasiliana.

Ricordiamoci che le munizioni convenzionali delle FFAA e FFO sono prodotte in gran parte in Chile.

Quindi dove ci sono commesse sostanziali in sud America si lavoro quanto ed alcune volte meglio che nel resto del mondo.

Re: Area di crisi: America del Sud

Mosca è pronta ad aiutare Cuba nello sviluppo di un proprio centro spaziale. La Russia ha intensificato gli sforzi per sviluppare legami sempre più stretti con Cuba e Venezuela, nemici ideologici di Washington; in questa strategia si posiziona il recente invio di bombardieri strategici russi in una missione in Venezuela.

"Abbiamo avuto colloqui preliminari in merito alla possibilità di creare un centro spaziale a Cuba con il nostro aiuto" ha affermato Anatoly Perminov, a capo dell’Agenzia Spaziale russa ad un inviato dell’agenzia Itar-Tass a Caracas.

Re: Area di crisi: America del Sud

Centro Spaziale a Cuba = ICBM, Radar, ecc...

Che Cuba abbia le capacità di sostenere un programma spaziale non è credibile...

Come non è credibile che lo scudo spaziale USA in Polonia protegga l'Europa dalla minaccia iraniana...

Sembra che USA e Russia si piglino per i fondelli a vicenda...

Re: Area di crisi: America del Sud

Stupendo ci mancava solo una crisi dei missili parte seconda in questa parodia di guerra fredda

Re: Area di crisi: America del Sud

Caracas, 18 set (Velino/Velino Latam) - Due alti comandi militari venezuelani hanno confermato che realizzeranno azioni navali congiunte con la Marina russa nel mar dei Caribi. Il ministro della Difesa, il generale dell’Esercito Gustavo Ranger, ha affermato che “è molto conveniente che la Marina russa si avvicini alle coste venezuelane e interagisca con l’esercito del Paese sudamericano”. Ranger, in una dichiarazione all’emittente televisiva Vtv, ha evidenziato inoltre come la visita dell’Aviazione strategica russa sia stata “istruttiva, oltre che interessante”. Il Paese sudamericano ha potuto, infatti, apprendere nozioni importanti su come “operare in condizioni meteorologiche critiche nell’Atlantico durante gli uragani”.

“Per noi – ha affermato poi il comandante delle Forze aeree venezuelane, il maggiore generale Pedro Terán – è estremamente soddisfacente poter contare su di un alleato di questa magnitudine, che ci ha dimostrato la sua amicizia e ci permette di sviluppare un interscambio tecnologico con i nostri tecnici”. “La Russia sta con il Venezuela”. Queste le parole del presidente Hugo Chávez quando ha annunciato lo scorso 11 settembre l’arrivo nel Paese di due bombardieri russi, avvenuto il giorno precedente.
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Manovre navali NATO nel Mar Nero...ora manovre navali russe nel Mar dei Caraibi...

Re: Area di crisi: America del Sud

Il Mar dei Caraibi è un mare libero alla navigazione di qualsiasi marina militare.
Il Mar Nero, invece, è libero alla navigazione solo delle marine militari dei paesi rivieraschi. Tutti gli altri hanno bisogno, di diritto e di fatto, del permesso della Turchia.
Per quanto riguarda la Russia, in questo momento non ha i mezzi per svolgere una politica navale nel Mar dei Caraibi. Appena un ondear bandera.
Gli USA, invece, i mezzi per presenziare con una flotta adeguata il Mar Nero gli avrebbe, ma i Dardanelli non riesce a passarli perché la Turchia il consenso non lo dà.

Re: Area di crisi: America del Sud

Anche se la Turchia desse il consenso per trattato le navi americane non potrebbero restare nel mar Nero per più di 21 giorni (perchè gli USA sono un paese non rivierasco), pena lo stato di guerra.

Che la US Navy sia superiore alla marina russa lo sanno tutti.

Le manovre nel Mar dei Caraibi sono un messaggio...

Re: Area di crisi: America del Sud

Difficoltà diplomatiche

Re: Area di crisi: America del Sud

Riguardo i Tu-160, sistemi d'arma che a mio avviso non hanno molto da invidiare ai "Lancer", sono anch'essi un semplice messaggio, a mio avviso.

Non trovo per nulla realistica l'ipotesi di acquisto da parte dei venezuelani, e ciò per due motivi principalmente (a voler pensare che il prezzo non sia un problema):
1) I Russi non hanno alcuna intenzione di vendere la loro tecnologia di punta ad altri. Ricordo che persino la vendita di uno degli ultimi modelli del Tu-144 fu mandata a monte (era il 2001), solo perchè erano stati montate le turboventole del Tu-160, quindi immaginiamoci cosa direbbero i vertici militari riguardo alla commercializzazione di tutto il resto
2) I Venezuelani cosa se ne farebbero di un bombardiere bisonico con più di 12.000 Km di raggio operativo? Bombardare gli USA? Siamo seri...

Re: Area di crisi: America del Sud

Mario Marino Diodato del Gallo ( Renato ), leader della mafia italiana in Bolivia, ed evaso , è addestratore degli squadroni della morte antigovernativi responsabili dei massacri del 11-12 settembre in Bolivia

Re: Area di crisi: America del Sud

piccola variazione:

Feodosia ma dove trova queste informazioni?!

La ammiro, in quanto ogni suo intervento
e' un pezzetto prezioso per la costruzione
di uno scenario di riferimento.

Re: Area di crisi: America del Sud

Dato che gli omini grigi si rifiutano di darmi informazioni, le notizie le trovo in rete : )

Re: Area di crisi: America del Sud

Un'altra spallata ai sorosioni da parte di Hugo Chavez che ha espulso dal Venezuela José Miguel Vivanco di HRW
( Human rights watch ).

Re: Area di crisi: America del Sud

A proposito di mafia e narcotrafficanti tra Bolivia- Equador- Columbia verso l'Italia e Spagna, a Barcellona è stato catturato Mario Santafede, un pezzo grosso della camorra napoletana legata al narcotraffico.
Complimenti per questa operazione congiunta fra CC italiani e Polizia spagnola.

Re: Area di crisi: America del Sud

I TU-160 fanno parte della polizza sulla vita stipulata da Chavez con Putin. Il primo responsabile di questa polizza è mr. Bush ed i vampiri che stanno distruggendo anche gli USA.

Come dire che il Venezuela non è l'Italia.

Re: Area di crisi: America del Sud

Il Kosovo Model in Boliva

Golberg- e il solito NEGROPONTE .....
Interessante articolo
The Destabilization of Bolivia and the "Kosovo Option"

Re: Area di crisi: America del Sud

(ANSA)- ROMA, 22 SET - Eni ha firmato a Caracas un accordo con Petroleus da Venezuela (PDVSA) per l'esplorazione e lo sviluppo di due aree nell'offshore venezuelano. L'accordo e' stato firmato alla presenza del presidente del Venezuela Chavez. Le aree sono ubicate nel Mar dei Caraibi, a largo delle coste del Venezuela settentrionale, ed hanno una superficie complessiva di circa 5000 kmq, in una profondita' d'acqua tra 200 e 500 metri. 'Le aree - precisa l'Eni - hanno un alto potenziale di risorse a gas e condensati'.

Re: Area di crisi: America del Sud

Bolivia: massacro, ritrovato bimbo
Terrorizzato dalle violenze viste rimane nascosto 7 giorni
(ANSA) - LA PAZ, 22 SET - Ritrovato un bambino testimone del massacro di contadini e studenti avvenuto l'11 e 12 settembre nel dipartimento di Pando, in Bolivia. Terrorizzato dalle violenze viste, il bimbo e' rimasto nascosto per oltre 7 giorni in una zona selvatica. L'11 settembre, i comitati civici anti-Morales hanno attaccato le organizzazioni contadine filo-governative che protestavano contro le occupazioni di istituzioni pubbliche da parte degli oppositori. Si parla di 17 morti, 37 feriti e 106 desaparecidos.

questa colpisce no?

Re: Area di crisi: America del Sud

Fonte: L'Occidentale.
Cina e Venezuela rafforzeranno i propri legami energetici, grazie a un aumento delle esportazioni del
greggio di Caracas ma anche alla costruzione congiunta di petroliere e di impianti di raffinazione in territorio cinese: questo il risultato della visita del presidente venezuelano Hugo Chavez a Pechino.

Attualmente le esportazioni di greggio venezuelano ammontano a 330mila barili giornalieri: entro il 2012 potrebbero aumentare fino a un milione b/g, mentre è in programma la costruzione di quattro petroliere e di tre raffinerie: "Mentre il mondo entra in una crisi energetica, noi investiamo", ha ommentato Chavez, il quale ha incontrato il presidente Hu Jintao ed altri dirigenti cinesi senza che siano stati rilasciati dettagli sul contenuto delle conversazioni.

Chavez dovrebbe tenere una conferenza stampa domani mattina prima di volare alla volta di Mosca, le terza visita nella capitale russa negli ultimi tre mesi; la Marina militare russa e quella venezuelana stanno per effettuare delle manovre congiunte, la prime nelle acque dell'emisfero occidentale per la flotta di Mosca - un chiaro "sgarbo" agli Stati Uniti.

Re: Area di crisi: America del Sud

(AGI) - Mosca, 25 set. - Dopo la crisi nel Caucaso, che ha alimentato una nuova crisi nei rapporti tra Usa e Russia, Mosca continua la manovra di penetrazione in SudAmerica, l'ex "giardino di casa" di Washington. Vladimir Putin ha annunciato al termine dell'incontro con il presidente venezuelano Hugo Chavez che la Russia dopo aver aiutato l'Iran a sviluppare il suo programma nucleare civile e' pronto a fare lo stesso con Caracas: "Siamo pronti a verificare la possibilita' di operare nell'ambito dell'energia nucleare a scopi pacifici" con il Venezuela, ha dichiarato il premier russo, sottolineando che "Mosca e Caracas hanno di fronte nuove possibilita' per cooperare in ambito energetico, tecnologico, nella costruzione dei macchinari e nel settore chimico". A conferma dell'intensificazione dei rapporti tra i due Paesi la notizia che Mosca ha concesso un prestito da un miliardo di dollari al Venezuela per acquistare armi russe. Caracas e' gia' il primo acquirente di armi da Mosca: dal 2005 grazie all'impennata del prezzo del petrolio il Venezuela ha speso in Russia 4,4 miliardi di dollari per rafforzare le prorpie forze armate.
Caracas ha acquistato tra l'altro 24 caccia bombardieri di ultima generazione Sukhoi-30, 53 elicotteri e centomila Kalashnikov nella versione piu' moderno Ak-103. Caracas punta ora a compreare gli stessi sistemi contraerei semoventi Tor-M1 che Mosca ha ceduto nel 2005 all'Iran, oltre a tre sommergibili a proulsione convenzionale della classe 'Varshavianka'. Chavez, che si e' rivolto al premier russo con un eloquente "amico Vladimir", ha auspicato un uletriore rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi. Il premier russo, che ha elogiato l'imminente avvio delle attivita' di prospezione petrolifera della Gazprom a largo delle coste venezuelane, ha anche ringraziato Chavez "per il caloroso benvenuto che avete dato agli equipaggi dei nostri bombardieri strategici in Venezuela (Tu-160 Blackjack)". Putin ha infine ricordato le imminenti esercitazioni navali congiunte della marina russa e venezuelana che vedranno dal 10 al 14 novembre alcune unita' guidate dall'incrociatore 'Pietro il grande' nell' acque sudamericane.(AGI)
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Un Venezuela nuclearizzato?? Interessante...

Re: Area di crisi: America del Sud

Milano finanza:

"Ci hanno offerto la possibilità di creare il più grande consorzio petrolifero del mondo" per investire in diverse joint venture. Lo ha reso noto il presidente venezuelano Hugo Chavez durante un discorso televisivo da Mosca. Secondo Chavez il consorzio dovrebbe includere Petroleos de Venezuela SA (PdVSA), Lokoil Holdings, TNK, OAO Rosneft ed OAO Gazprom. Un parte del piano prevede, inoltre, la creazione di una Banca PdvSA che dovrà contribuire al finanziamento dei progetti.


http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=200809261037005098&chkAgenzie=TMFI&sez=news

Re: Area di crisi: America del Sud

Bollettino notizie della Città del Vaticano:

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URUGUAY: INSEGNARE FEDE CHIESA NELLA SUA INTEREZZA

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, i Vescovi della Conferenza Episcopale dell’Uruguay, al termine della quinquennale Visita “ad Limina Apostolorum”.

“La visita alle tombe di Pietro e Paolo” - ha detto il Papa - “è occasione privilegiata per approfondire l’origine e il significato del ministero dei Successori degli Apostoli (...) un’opportunità per rafforzare i legami di effettiva ed affettiva unità del Collegio Episcopale che deve essere manifestazione (...) dell’ideale, (...) della comunità ecclesiale fin dalle sue origini, di avere ‘un cuore e un’anima sola’, esempio visibile di promozione dello spirito di fratellanza e di concordia fra i vostri fedeli e nella società attuale, tante volte dominata dall’individualismo e dalla rivalità esasperata”.

Questa comunione si esprime nella missione di rendere effettivi e concreti gli orientamenti pastorali dei Vescovi uruguayani, ispirati all’incontro di Gesù Risorto con i discepoli di Emmaus. Infatti “il Maestro che si accompagna a loro e conversa con i suoi spiegando le Scritture” è un modello da seguire per preparare la mente e il cuore dell’uomo. Per cui “promuovere la conoscenza e la meditazione delle Sacre Scritture, spiegarle fedelmente nella predicazione e nella catechesi e insegnarle nella scuole, è una necessità per vivere la vocazione cristiana in modo consapevole, fermo e sicuro”.

“La Parola di Dio è anche fonte e contenuto ineludibile del vostro ministero di predicatori del Vangelo (...) tanto più necessaria in un tempo in cui molte altre voci cercano di ridurre al silenzio Dio nella vita personale e sociale, conducendo gli uomini su strade che scalzano l’autentica speranza e si disinteressano della verità nella quale solo può trovare ristoro il cuore dell’essere umano”.

“Insegnate” - ha esortato il Pontefice - “la fede della Chiesa nella sua interezza, con il coraggio e la persuasione proprie di chi vive di essa e per essa, senza rinunciare a proclamare esplicitamente i valori morali della dottrina cattolica, che a volte sono oggetto di dibattito in ambito politico, culturale o nei mezzi di comunicazione sociale, come lo sono quelli attinenti alla famiglia, alla sessualità e alla vita (...) dal concepimento fino alla sua naturale conclusione”.

Benedetto XVI ha ricordato ai Vescovi che nello svolgimento della loro missione possono contare sulla “inestimabile collaborazione dei sacerdoti che occorre costantemente incoraggiare perché, senza conformarsi alla mentalità imperante nel mondo, siano autentici discepoli e missionari di Cristo, e diffondano con ardore il suo messaggio di salvezza (...) a tutte le persone che anelano soprattutto a parole apprese dallo Spirito, più che al sapere meramente umano. (...) In tal modo daranno fedele testimonianza di ciò che predicano e aiuteranno i propri fratelli a sfuggire una religiosità superficiale, con scarsa incidenza sugli impegni morali che la fede comporta, per apprendere da Cristo a vivere ‘nella giustizia e nella santità della verità’”.

Infine il Papa ha avuto parole di esortazione per i Presuli perché non si lascino scoraggiare da “tante situazioni di indifferenza o di apatia religiosa”, ma continuino ad essere testimoni “‘della speranza che non delude’ e partecipi dell’amore di Cristo per i poveri e i bisognosi. (...) Nelle situazioni difficili, in cui si trovano anche gli uruguayani, la Chiesa è chiamata a mostrare la grandezza del cuore, la solidarietà e la capacità di sacrificio della famiglia dei figli di Dio verso i fratelli in difficoltà”.
AL/.../URUGUAY VIS 080926 (540)

Re: Area di crisi: America del Sud

Ma scrivere le proprie idee invece che postare "veline" di varia tendenza?

Re: Area di crisi: America del Sud

La sicurezza di Chavez sta nell'impossibilità americana di aprire un altro fronte, e non nell'amicizia con Putin che non difenderà mai militarmente un paese sud-americano, esattamente come gli USA non hanno difeso la Georgia.

Re: Area di crisi: America del Sud

"La sicurezza di Chavez sta nell'impossibilità americana di aprire un altro fronte, e non nell'amicizia con Putin che non difenderà mai militarmente un paese sud-americano, esattamente come gli USA non hanno difeso la Georgia."
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Concordo...ma il Venezuela nuclearizzato non avrebbe bisogno di nessuno.

Re: Area di crisi: America del Sud

"La sicurezza di Chavez sta nell'impossibilità americana di aprire un altro fronte, e non nell'amicizia con Putin che non difenderà mai militarmente un paese sud-americano, esattamente come gli USA non hanno difeso la Georgia."
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Concordo, osservando che il Venezuela sarebbe per gli USA un ostacolo molto, ma molto più duro di quanto possa essere stato la Georgia per la Russia, anche fosse l'unico impegno per le forze armate nord americane.
Mentre gli USA in Georgia hanno investito su di un ronzino, la Russia in Venezuela punta su di un cavallo che ha già, di suo, buone capacità di correre.

Re: Area di crisi: America del Sud

Mi pare interessante la notizia dell'interessse venezuelano per l'acquisto di rifornitori Il 78.
Il Venezuela, quindi, si doterebbe per la prima volta della capacità di rifornire in volo i propri aeromobili.
Non necessariamente solo i propri, però. Anche i bombardieri strategici russi in rotta sull'Atlantico del Nord potrebbero prolungare le loro missioni, con rifornimenti sul Mar dei Caraibi, senza bisogno di scali e men che meno di basi in America.

Re: Area di crisi: America del Sud

"La sicurezza di Chavez sta nell'impossibilità americana di aprire un altro fronte, e non nell'amicizia con Putin che non difenderà mai militarmente un paese sud-americano, esattamente come gli USA non hanno difeso la Georgia."

La posizione del presidente georgiano era indifendibile perchè ha iniziato lui ad usare la "voce grossa" con la forte minoranza russa.
In Venezuela non c'è l'equivalente minoranza USA; ci si dovrebbe costruire su un bel false flag ma mica è così facile.

"Concordo, osservando che il Venezuela sarebbe per gli USA un ostacolo molto, ma molto più duro di quanto possa essere stato la Georgia per la Russia, anche fosse l'unico impegno per le forze armate nord americane."

Indubbiamente Chavez non avrebbe mai fatto una fesseria così grande come quella del presidente georgiano.

Vero è però, che la classe dirigente USA ha un disperato bisogno di un nemico esterno al Paese per coprire e distrarre l'opinione pubblica dall'opera di distruzione della democrazia USA che si sta portando a termine tramite l'implosione socio economica.

Re: Area di crisi: America del Sud

(ASCA-AFP) - Mosca, 8 set - La Russia sta progettando di dispiegare, temporaneamente, in Venezuela aerei anti-sottomarino della Marina russa. A riferirlo e' il portavoce del ministero degli Esteri, Andrei Nesterenko, da Mosca.

La Russia sta pensando di ''dispiegare provvisoriamente aerei anti-sommergibili della Marina russa in un aeroporto del Venezuela'', ha affermato Nesterenko confermando che un cruiser, con armamenro nucleare, potrebbe visitare il Paese sudamericano entro la fine dell'anno.

Re: Area di crisi: America del Sud

Venezuela: Chávez propone un asse finanziario anti-crisi all’Iran - 07/10/2008

Il Venezuela e l’Iran sarebbero pronti a dar vita ad un fondo d’investimento bi-nazionale sul modello dell’omologo venezuelano-cinese...


Il Venezuela e l'Iran sarebbero pronti a dar vita ad un fondo d'investimento bi-nazionale sul modello dell'omologo venezuelano-cinese. La conferma è giunta dallo stesso Chávez nel corso del programma televisivo “Aló Presidente”, l'appuntamento settimanale nel quale il capo di Stato si rivolge al pubblico del suo Paese. Secondo quanto si apprende dalla stampa locale, il progetto di fondo congiunto con Teheran, di cui hanno discusso in questi giorni il ministro degli Esteri venezuelano Nicolás Maduro e il suo omologo iraniano Manouchehr Mottaki, dovrebbe far parte di un più ampio programma di indipendenza finanziaria che mira a integrare Caracas con quei Paesi di tendenza più o meno antistatunitense come Bielorussia, Iran, Russia e Cina. Il fondo cino-venezuelano è già attivo, altri fondi analoghi dovrebbero nascere nel futuro prossimo.

Dietro agli accordi con Teheran, però, non ci sono solo obiettivi politici. La creazione del fondo comune, infatti, dovrebbe servire a garantire liquidità e sostegno alla nazione sudamericana per la quale gli effetti della crisi potrebbero essere imminenti. Trascinato nella sua crescita dall'esplosione del prezzo del petrolio, il Venezuela deve fare i conti ora con un forte calo del valore del greggio che minaccia direttamente il suo fondo sovrano.

Re: Area di crisi: America del Sud

Caracas e' gia' il primo acquirente di armi da Mosca: dal 2005 grazie all'impennata del prezzo del petrolio il Venezuela ha speso in Russia 4,4 miliardi di dollari per rafforzare le prorpie forze armate.
Caracas ha acquistato tra l'altro 24 caccia bombardieri di ultima generazione Sukhoi-30, 53 elicotteri e centomila Kalashnikov nella versione piu' moderno Ak-103. Caracas punta ora a compreare gli stessi sistemi contraerei semoventi Tor-M1 che Mosca ha ceduto nel 2005 all'Iran, oltre a tre sommergibili a proulsione convenzionale della classe 'Varshavianka'.

Ma, per quel poco che conosco dell'operatività dell'Esercito Venezuelano, saranno poi in grado di utilizzare, nel miglior modo possibile, questi nuovi armamenti?

Re: Area di crisi: America del Sud

(Unione Sarda) - Il presidente venezuelano Hugo Chavez ha reso noto ieri sera a Caracas che il collega russo Dimitri Medvedev visiterà il Venezuela a fine novembre. Intervenendo in una manifestazione nello Stato occidentale di Portuguesa, Chavez ha detto che "il presidente della Russia vuole visitare il Venezuela dopo le elezioni (amministrative) del 23 novembre". "Abbiamo già risposto - ha aggiunto - che per noi sarà un grande onore ricevere un buon amico. Già da ora abbiamo cominciato a lavorare per il buon esito di questa visita" trattandosi di "un alleato strategico del nostro governo dal punto di vista politico, economico, scientifico e militare".

Re: Area di crisi: America del Sud

Anche se si mettono assieme Venezuela, Iran, Cina e Russia, non potrebbero mai essere antistatunitensi quanto lo è la "combricola del Bush".

Re: Area di crisi: America del Sud

A proposito di antistatunitensi :


Onu: neo presidente Assemblea, gli USA peggio dell'Iran


ROMA - "Nessun Paese della terra ha violato più risoluzioni Onu degli Usa, il cui complesso di superiorità e ipocrisia nell'usare metri diversi sono sconfinati". Lo afferma il neo presidente dell'Assemblea generale dell'Onu, il prete sandinista Miguel D'Escoto, in un'intervista al Corriere della Sera in cui critica "l'imperialismo" e esalta il "rinascimento" sudamericano.

Sulla candidatuta dell'Iran al Consiglio di sicurezza Onu, che è stata bocciata venerdì scorso, il neo presidente afferma che "ogni membro delle Nazioni Unite ha diritto di aspirare a quel posto: fa parte della dinamica democratica".

Aggiunge, poi, a proposito dei "metri diversi" usati dagli Stati Uniti che "il peggiore crimine impunito perpretrato oggi nel mondo è la guerra in Iraq, priva di qualsiasi giustificazione legittima e in violazione dello Statuto Onu".

Inoltre, D'Escoto si augura che "Israele cominci a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sui territori occupati, invece di trincerarsi dietro i continui veti Usa".

Infine, il prete sandinista spiega di sentirsi "chiamato da Dio" al ruolo di presidente dell'Assemblea Onu e che la sua missione è "realizzare la mia vocazione sacerdotale di missionario di Dio al servizio dei poveri e dei diseredati".


SDA-ATS

Re: Area di crisi: America del Sud

In Venezuela un referendum popolare, ha stabilito che il presidente uscente potrà semplicemente candidarsi e provare a farsi rieleggere. Per Hugo Chávez è un importante trionfo con il 10% di vantaggio sul No. La stampa italiana però, confonde scrivendo: “Chávez presidente a vita” mente.
Volevano farlo fuori con un colpo di Stato e il popolo (era l’11 aprile 2002) si permise di riportare il governo democraticamente eletto al governo. Hanno provato a strangolare l’economia e ad ucciderlo. Hanno provato a sconfiggerlo nelle urne senza riuscirci salvo che nel 2007 quando fu lui a sbagliare dimostrando proprio la solidità della democrazia venezuelana. Adesso con un referendum democratico i venezuelani hanno deciso che il presidente potrà ri-candidarsi e potranno perfino revocarlo, con un referendum revocatorio.

Re: Area di crisi: America del Sud

In effetti con l'arrivo alla Presidenza degli USA di Barrack Hussein Obama , i presidenti dell' America australe si trovano in posizioni imbarazzanti.

Già i primi atti dell'amministrazione statunitense dimostrano un nuovo modo di far politica internazionale, molto più diretta ad individuare chi e cosa impedisce la realizzazione degli obiettivi, sia generali che particolari.

Quindi l'analisi a medio lungo termine dei paesi dell'America Australe deve essere adattata alle nuove condizioni, soprattutto considerando che risolta l'urgenza della crisi economica e finanziaria degli Sati Uniti il mondo si troverà di fronte a una potenza che esigerà maggiore precisione e puntualità nei pagamenti e debiti nei loro confronti.

Per cui anche il Presidente Chavez si rende conto di dover consolidare il suo potere di fronte ad un futuro in cui l'immagine degli Stati Uniti apparirà più a sinistra delle sue posizioni.

In effetti, però, essendo Lui stesso non di stirpe bianca, ha maggiori possibilità di trovare un dialogo di altri presidenti della stessa area geografica.

Infatti, d'ora in poi, la stirpe bianca mondiale dovrà tener conto che la massima potenza mondiale è rappresentato da un presidente che e' vissuto in Africa ed in Asia, un uomo che ha ben chiari i sentimenti di razzismo tipici dei bianchi, e che da loro ha preso la migliore educazione e fa parte di una dei piu' esclusivi club di potere, ormai composto da persone d'origine razziale ben diversa.

Quindi le espressioni colorite di alcuni personaggi potranno essere ascritte al passato quando, tra qualche anno, vedremo alle massime cariche degli stati persone che oggi non avrebbero una possibilita' di successo.

Inoltre ci dimenticheremeo presto dell'immagine dell'agente segreto americano, di razza ariana e capelli a spazzola.

È una nuova epoca internazionale, interessantissima e in movimento, e l'America Australe ne è il laboratorio piu' interessante.

Re: Area di crisi: America del Sud

"Inoltre ci dimenticheremeo presto dell'immagine dell'agente segreto americano, di razza ariana e capelli a spazzola."

Infatti già sostituito (e già individuato) nell'oriundo messicano.

Re: Area di crisi: America del Sud

Bolivia, diplomatico yankee dichiarato persona non gradita

Il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha dichiarato “persona non gradita” il diplomatico dell’ambasciata degli Stati Uniti a La Paz, Francisco Martínez, accusandolo di cospirare con gli oppositori, che – secondo il Governo – hanno legami con la CIA, informa l’agenzia EFE...

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Così inizia l'articolo al collegamento ipertestuale
aggiunto nel precedente intervento.

Ritengo opportuno mettere in chiaro la notizia
in quanto rilevante nell'analisi della situazione
delle Americhe Australi.

Re: Area di crisi: America del Sud

La notizia dell'espulsione del 2° Segretario d'Ambasciata è ripresa da diverse agenzie in lingua italiana, che ripetono quello che è, probabilmente, il comunicato ufficiale del Governo Boliviano.
Solo l'agenzia cubana Granma mette in evidenza le origini messicane del diplomatico.

asca;
swissinfo;
il velino