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jolly46



Nov 10, 2008 - 9:55AM
Esigenza "Trieste"

Chiedo ospitalità al forum, sperando che la tematica possa essere di interesse, visto che il mio tentativo di rendere nota presso quello che è considerato il maggior quotidiano nazionale la vera ed esatta realtà dei fatti è naufragato nell’indifferenza, probabilmente non trattandosi di attualità o non avendo le caratteristiche dello scoop sul quale ognuno può poi speculare e discettare.

Tutto nasce da una lettera che un lettore, sul finire dello scorso luglio, inviò al quotidiano chiedendo informazioni su Pella e la questione di Trieste nel secondo semestre del 1953, ovvero un anno prima del ritorno della città giuliana all’Italia, semestre denso di avvenimenti critici e di tensioni internazionali. Nello specifico dell’argomento il lettore chiedeva anche dei “risvolti” militari di quel frangente e, nella sua risposta, l’autorevole curatore della rubrica se la sbrigava in maniera laconica e che non rendeva assolutamente “giustizia” a quanto in realtà attuato non solo dal governo ma soprattutto dalle Forze Armate ed in primis dall’Esercito che fu quello maggiormente coinvolto.
Avendo avuto occasione di esaminare un ampio e ben curato resoconto di quella che fu conosciuta come “Esigenza Trieste” mi sentii in dovere di inviare uno scritto di precisazione ben specificando quella che fu la reale opera dell’Esercito in osservanza delle decisioni del Governo.

Beh, che dire, la mia lettera non ha avuto l’onore di essere pubblicata, e me ne spiace soprattutto perché rappresentava la testimonianza dell’opera dei nostri militari non solo nello specifico episodio ma anche in prospettiva nei successivi anni di “vigilanza” alla frontiera orientale, ancor più sconosciuti ed ignorati da tutti.
Peraltro vedo che giornalmente su quella rubrica sono pubblicate precisazioni, correzioni e puntualizzazioni sugli argomenti più svariati, anche più futili ma è solo il mio parere che certo non è “autorevole”.
L’impressione al solito è che delle Forze Armate si preferisce trattarne quando se ne può parlar male o criticare, meglio soprassedere se invece cè da esaminare qualcosa di positivo!
Scusate se sembra o forse è uno sfogo!
Ecco qui sotto il testo della mia mail inviata al curatore della rubrica.

………………….

Mi riferisco alla risposta da lei data sul Corriere del 31 luglio scorso al sig. Toriaco su “Pella e il caso Trieste” e spero che, nonostante la pausa estiva mi abbia impedito di inviare prima una precisazione, possano trovare spazio queste informazioni relative all’effettivo ruolo delle Forze Armate, o meglio dell’Esercito, in occasione della crisi per Trieste del secondo semestre del 1953.
In realtà non si trattò di un semplice schieramento di due divisioni alla frontiera ma di una imponente mobilitazione di circa 70.000 uomini che non ha precedenti nella nostra storia militare del tempo di pace ed enormemente superiore al molto più noto, pubblicizzato e mussoliniano “schieramento delle divisioni al Brennero” in occasione della crisi austriaca del 1934.
La cosiddetta “Esigenza Trieste” ha inizio il 29 agosto 1953 con la convocazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Pizzorno, da parte del Ministro della Difesa Taviani ed i primi provvedimenti alla frontiera vennero attuati agli inizi di settembre 1953 con l’impiego delle forze di copertura stanziali del V Corpo d’Armata, contemporaneamente venne predisposto il piano Delta per un’azione di sorpresa per l’occupazione della zona A nel caso che Tito desse pratica attuazione all’annessione della zona B. A metà settembre il dispositivo attuato fu smobilitato.
E’ con la metà del mese di ottobre che abbiamo una nuova attivazione del dispositivo militare con lo schieramento massiccio di reparti del V Corpo d’Armata sulla linea di frontiera: sinteticamente e semplificando, la brigata alpina Julia rinforzata dalla brigata alpina Cadore (all’epoca in corso di costituzione) da Tarvisio al Monte Lubia (a nord di Cividale del Friuli), la divisione fanteria Mantova dal Monte Lubia al fiume Vipacco (poco a sud di Gorizia), la divisione fanteria Folgore dal Vipacco al mare (la zona del Carso).
La divisione corazzata Ariete rimase nelle sue sedi ad ovest del Tagliamento quale riserva di scacchiere, da Piemonte e Liguria fu fatta affluire la divisione fanteria Cremona che andò a posizionarsi a tergo della divisione Mantova mentre dall’Alto Adige la brigata alpina Tridentina affluì come riserva delle due brigate alpine schierate nel settore montano di frontiera.
Completavano il dispositivo reggimenti ed altre unità di artiglieria, genio e trasmissioni del V Corpo d’Armata oltre a tutto il supporto logistico necessario ad alimentare i reparti schierati.
I reparti furono completati agli organici di guerra con il richiamo di personale dal congedo (oltre 12.000 uomini), trattenendo alle armi il primo scaglione della classe 1931 ed aggregando personale specializzato da unità e scuole di formazione di tutta la penisola.
Le predisposizioni non interessarono solo lo schieramento dei reparti ma compresero anche i lavori di fortificazione campale, l’impiego delle unità pionieri d’arresto per le operazioni di “interruzione” e posa dei campi minati e l’attivazione dei reparti da posizione a presidio della fortificazione permanente da poco realizzata sulla linea del Tagliamento.
Il piano Delta venne aggiornato alla nuova situazione e per la sua attuazione fu previsto l’impiego della divisione Trieste, di stanza in Emilia-Romagna, rinforzata da quattro battaglioni di fanteria provenienti dall’Italia meridionale.
L’esigenza terminò ai primi di dicembre ed entro il 20 del mese tutti i reparti erano rientrati nelle loro sedi stanziali.
Questo a grandi linee e molto sinteticamente quanto fu attuato; in definitiva sotto l’aspetto militare l’esigenza Trieste dimostrò l’avvenuta ripresa dell’Esercito dopo la catastrofe bellica pur se lo colse in piena ricostruzione ed ampliamento in seguito all’entrata dell’Italia nella NATO.
Si tratta di una vicenda pressoché sconosciuta al di fuori degli “addetti ai lavori” che credo comunque meriti di essere ricordata.
Massimo jr



Nov 10, 2008 - 10:49AM
Re: Esigenza "Trieste"

Al riguardo un particolare poco noto è il seguento , un solitario P-47 si presento ' su un campo d' aviazione italiano dove erano parcheggiati ordinatamente tanti bei F-80 della 51 aereobrigata .

Ad Aviano la 51^Aerobrigata si rende, purtroppo, involontaria protagonista di un altro triste episodio, in un momento in cui le Forze Armate italiane sono sul punto di innescare un conflitto con la vicina Jugoslavia, allora sotto il potere di Tito, che dopo essersi annessa la Zona B, costringendo molti italiani a lasciare le splendide terre dell’Istria, avanza in quel tempo, estate del 1953, delle pretese sulla Zona A, dove figura la città di Trieste, allora sotto l’egida dell’A.M.G.-F.T.T. (Allied Military Government - Free Territory Trieste). La mobilitazione del Paese è totale e mentre le diplomazie internazionali cercano di risolvere il delicato problema, la 51^Aerobrigata, quale primo reparto armato, prossimo ai confini, si assume l’onere della difesa e dell’eventuale primo intervento aereo......ma solo alcune settimane più tardi, più esattamente la Domenica 13 Settembre 1953, un aereo potenzialmente nemico, per la storia un Republic P-47D jugoslavo, atterra all’improvviso, non visto e non avvistato da alcuno, proprio sull’aeroporto di Aviano, dove il pilota, un certo Ten.Nicola Jacksec, parcheggia “tranquillamente” in mezzo agli armatissimi F-84G del “Gatto Nero”. Un episodio incredibile e sconcertante, che per molti veterani fa riecheggiare più volte il nome di Sidi Rezegh!

Se, nel malaugurato caso, il pilota dell’argenteo P-47D, Serial Number 13017, con tanto di insegne della Iugoslovensko Ratno Vazduhoplovstvol, vuole in quel momento mettere fuori combattimento un’intera Aerobrigata, con tutti gli F-84G addossati l’uno all’altro, senza un accenno al decentramento, gli bastano due soli passaggi e col fuoco delle sue otto mitragliatrici di bordo, le ben note Colt Browning Mk.2 calibro 0,50 di pollice (12,7 mm), distruggere oltre 50 aeroplani. In effetti ciò non accade, perchè il pilota chiede soltanto asilo politico, ma è tanto l’imbarazzo e lo sconcerto che l’episodio talvolta viene riesumato ancora oggi, a distanza di decenni, ancora con tanto imbarazzo e disagio!


fonte
http://www.nicolamalizia.it/Documenti.htm
lupo



Nov 10, 2008 - 11:00AM
Re: Esigenza "Trieste"

Una descrizione abbastanza dettagliata apparve in un articolo di Cappellano qualche anno fa
Giovanni Punzo (Padova)



Nov 10, 2008 - 11:52AM
Re: Esigenza "Trieste"

Un episodio che mi ha sempre interessato moltissimo, ma sul quale non ho mai trovato bibliografia consistente a parte qualche nota diplomatica. Nessuno sa se per caso l'Ufficio storico ha fatto qualcosa?

Ad esempio girava la voce (leggenda metropolitana?) che in parecchi delle brigate alpine si siano presi delle robuste lavate di capo per aver preso 'molto' sul serio gli ordini di sgombero del campo di tiro: insomma pare che abbiano tirato giù boschi interi e alla fine siano arrivati anche addebiti mostruosi… C'è qualcosa di vero o è solo verosimile che…
starfighter



Nov 10, 2008 - 1:21PM
Re: Esigenza "Trieste"

Affermativo Sig. Lupo

Tematica interessantissima: l'articolo di Cappellano è apparso su "Storia militare" di un pò di tempo fà (lo dovrei avere ma ora non posso controllare il numero). Ricordo che l'autore ha accesso diretto agli archivi dell'ufficio storico dell'EI e quindi è sempre ben documentato
jolly46



Nov 11, 2008 - 10:29AM
Re: Esigenza "Trieste"

L'interessante articolo del Ten.Col. Cappellano su Storia Militare purtroppo risentiva delle necessità editoriali in termini di lunghezza del testo.
Completa, esauriente e documentata invece la ricostruzione dell' "Esigenza Trieste" nel capitolo che il Gen. Stefani dedica all'argomento nel sempre fondamentale ed insostituibile "Storia della dottrina e degli ordinamenti dell'Esercito" (mi pare volume 3° tomo 2°) edita dall'Ufficio Storico dell'Esercito.

Nello stesso capitolo è ampiamente resocontata l'altra importante "missione" dell'epoca ovvero quella somala negli anni dell'Amministrazione Fiduciaria dell'ex colonia.
Pierpaolo



Nov 11, 2008 - 11:41AM
Re: Esigenza "Trieste"

Curioso l'episodio ad Aviano nel settembre 1953.
Mentre le Forze Armate italiane si stavano ammassando "segretamente" nel Nord-Est del Paese, capita un certo Ten. Nikola Jacksec, ma visto ne' conosciuto, tranne che dall'Intellingence, cui viene data indicazione di atterrare - guarda caso! - ad Aviano (Jerry Control?), dove è ammassato tutto il dispositivo per la copertura aerea.
Bisogna chiedersi se l'utilizzazione delle Forze Armate, che il Paese stava attuando con l'aiuto USA, non in chiave NATO, ma a sostegno di interessi nazionali, fosse gradito agli alleati.
Se si fosse voluto mandare un segnale al Governo nazionale esso era intellegibile e chiaro: nessuna azione avrebbe avuto successo se prima non avesse avuto il benestare di Washington.
Gli alleati erano al corrente di tutto ed avrebbero potuto mettere al corrente gli Yugoslavi di ogni dettaglio significativo.
lupo



Nov 11, 2008 - 11:53AM
Re: Esigenza "Trieste"

C'è di più: la posizione angloamericana era, per parecchi versi, filo-yugoslava. Avendo "rotto" con l'URSS, Tito era diventato un potenziale (e sostanziale) alleato. La situazione italo-yugoslava non era poi tanto diversa da quella greco-turca
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 12:18PM
Re: Esigenza "Trieste"

Se non ricordo male gli interessi Serbi erano di avere lo sbocco in Adriatico, noi ci fermammo già dopo la IGM davanti a Lubiana che potevamo "liberare" immediatamente, perchè si preferì matenere un buon rapporto con i Serbi.

Cosa ci fosse dietro questa grande valenza strategica dei Serbi mi è difficile comprendere.

Comunque a questa valenza strategica Serba abbiamo sacrificato 650.000 esuli più tutti quelli che abbiamo abbandonato in Istria e Dalmazia.

La valenza strategica Serba doveva essere particolarmente importante se addirittura si arrivò a impedire qualsiasi utilizzo della parola Dalmazia o dalmata in Italia.

Ho scoperto da poco che il famoso film cartone animato di walt Disney la "Carica dei 101" nel titolo originale americano ed in tutte le altre nazioni in cui fu proiettato si chiamava "I 101 Dalmati", ma in Italia si preferì fare una rimozione della memoria....

C'è qualche speranza che Istria e Dalmazia tornino ad essere italiane, e così anche Gorizia ed il suo entroterra nella sua interezza?

Credo di sì!

Non bisogna mai mettere limiti alla provvidenza.

A tale fine segnalo due siti significativi:

1) Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
http://www.anvgd.it/index.php?option=com_content&task=view&id=18&Itemid=64

2) Rivista DIFESA ADRIATICA
http://www.anvgd.it/da/200608.pdf

Cordiali saluti.
Pierpaolo



Nov 11, 2008 - 12:56PM
Re: Esigenza "Trieste"

C'è qualche speranza che Istria e Dalmazia tornino ad essere italiane, e così anche Gorizia ed il suo entroterra nella sua interezza?

Credo di sì!


Perché? Forse che Washington ha cambiato parere? Non sarà mica che Obama ....
Giovanni Bernardi



Nov 11, 2008 - 1:13PM
Re: Esigenza "Trieste"

Bisogna chiedersi se l'utilizzazione delle Forze Armate

Meglio scrivere "impiego delle Forze Armate".
Email  
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 2:56PM
Re: Esigenza "Trieste"

sig. pierpaolo,
forse è più semplice negoziare direttamente con chi tiene in piedi la Serbia, che con gli americani che dei nostri esuli, più "infoibati", più oppressi, non ne capiscono nulla...

Insomma ci conviene trattare direttamente con Mosca con (o senza) l'appogggio di Washington, che viceversa.

La mia esperienza diretta mi suggerisce di trattare sempre direttamente e mai con intermediari.

Poi sarebbe anche il caso di proporre ai cari Russi di mettere in soffitta quell'alfabeto per cui devono ringraziare "San Cirillo", e ricominciare a scrivere in caratteri latini!

Se scrivete il russo in caratteri latini vi accorgerete che è molto più comprensibile e simile all'italiano di quanto si immagini.

Mi ricordo una volta un ospite dell'Europa dell'est che additantomi dei vocianti avventori napoletani di un ristorante mi chiese da dove provenisse quella pronuncia così simile al "russo"....
Junior



Nov 11, 2008 - 3:11PM
Re: Esigenza "Trieste"

"Insomma ci conviene trattare direttamente con Mosca con (o senza) l'appogggio di Washington, che viceversa."

il ragionamento non fila.
La Russia e la Serbia "sua protetta" non hanno alcun controllo dei territori che si vorrebbe annettere (Istria, Dalmazia etc..).

poi, come al solito qualcuno dimentica che in quelle terre non vivono e non vivevano solamente Italiani.

Riguardo alle penetrazioni dello spazio aereo che doveva essere superprotetto, nell`arco della seconda meta` del secolo scorso vi e` da registrare l`atterraggio di un mig (17 mi pare)ungherese nei dintorni di Udine (altro caso di asilo politico,) e lo sconfinamento di un MIG-21 yugoslavo nell'estate del 1991 durante le operazioni offensive in Slovenia nell`aerea di Gorizia. Quest`ultimo sollevo un certo clamore a livello locale, dato che praticamente nessuno di quelli che dovevano, se ne accorse (Ed Aviano e` sempre la'...).
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 3:20PM
Re: Esigenza "Trieste"

Allora due caccia "nemici" atterrano incolumi su aeroporti militari italiani per chiedere asilo politico.

Noi non solo non li abbattiamo, ma li lasciamo atterrare incolumi accogliendoli a braccia aperte.

C'è qualcuno che invece di riconoscere una "grande" prestazione dei nostri "servizi" parla di buco nell'apparato difensivo italiano.

Se l'obiettivo è inseguire il "paradosso" ci siete riusciti, se puntate a superarlo continuate così.
Junior



Nov 11, 2008 - 3:22PM
Re: Esigenza "Trieste"

ehm..non mi pare che i caccia nemici siano atterrati scortati dagli intercettori, come la prassi vorrebbe...
Ennio



Nov 11, 2008 - 4:08PM
Re: Esigenza "Trieste"

"Poi sarebbe anche il caso di proporre ai cari Russi di mettere in soffitta quell'alfabeto per cui devono ringraziare "San Cirillo", e ricominciare a scrivere in caratteri latini!"

Guardi che prima di Cirillo e Metodio i Rus' e le altre tribu' slave della zona non scrivevano proprio, salvo forse qualcuno che ricordava vagamente le rune degli antenati vichinghi. Parafrasando Voltaire, gli altri erano "orsi non ancora battezzati".
Email  
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 4:13PM
Re: Esigenza "Trieste"

sig. Junior ecco lei ha superato il paradosso!

Mi trattengo dal fare commenti sul quoziente intellettivo delle sue affermazioni soprattutto perchè sono convinto che lei non sia in buona fede, a meno che lei abbia meno di 14 anni di età.

Ma le chiedo di approfondire le sue conoscenze sugli spazi aerei, sulle velocità dei cacci militari, sulla posizione degli aeroporti di Gorizia ed Aviano, e sulla pazienza di coloro che leggono i suoi commenti ultra paradossali......
jolly46



Nov 11, 2008 - 4:15PM
Re: Esigenza "Trieste"

Sull'episodio di Aviano personalmente non ci ricamarei troppo.
L'aeropporto era ben "conosciuto" e non era certo la struttura successiva visto che gli americani dovevano ancora arrivarci a piantar le tende.
Aviano, come Osoppo e come Risano/Lavariano era piste note essendo risalenti alla guerra, tanto è vero che anni dopo il Mig ungherese che scese da Tarvisio attraverso il Canale del Ferro non trovò di meglio che atterrare sulla ex pista in cemento di Osoppo.

Ad ogni buon conto in quegli anni non esisteva in Italia (ma anche da altre parti) una difesa aerea organizzata ne' integrata (il Comando D.A.T. era stato costituito nel 1951, di copertura radar del territorio nazionale si incominciava appena a parlare, e via dicendo) e non era quindi difficile attraversare confini ed atterrare dove meglio conveniva.

Lo schieramento italiano al confine avvenne invece con modalità "nazionali" e senza attuare le predisposizioni NATO sia per differenziare l'intervento sia per non "mettere in piazza" le procedure alleate.
Junior



Nov 11, 2008 - 4:24PM
Re: Esigenza "Trieste"

Ma le chiedo di approfondire le sue conoscenze sugli spazi aerei, sulle velocità dei cacci militari, sulla posizione degli aeroporti di Gorizia ed Aviano

che c`entra l`aeroporto di Gorizia?(che peraltro e` un campo in erba)

non vedo cosa c`entri il mio QI, le argomentazioni o stanno in piedi oppure no. Quella che si fosse lasciato atterrare i caccia per puro buonismo mi pare strida, se confrontata alla teoria dell`effetto sorpresa (come correttamente puntualizzato dal sig.Jolly 46).
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 4:35PM
Re: Esigenza "Trieste"

sig. Junior la fascia di confine territoriale di qualche centinaio di Km. con un probabile nemico non è difendibile da nessun attacco a sorpresa.

Come qualsiasi persona di buon senso sa il primo che attacca conquista quella fascia senza contraccolpi, la difesa inizia solo dopo, quando quella apparente conquista deve essere mantenuta.

A meno che lei ed il sig. Jolly66 non immaginino una muraglia perimetrale alta fino alla fine della troposfera.....eh eh eh eh
Junior



Nov 11, 2008 - 4:46PM
Re: Esigenza "Trieste"

per rispetto al sig. Jolly 46 che ha aperto questo thread in maniera seria, preferirei tornare all`argomento centrale. sarebbe interessante conoscere i preparativi della controparte jugoslava.

Qualcuno, piu` in alto ha menzionato la possibilita` che gli alleati favorissero gli Jugoslavi in chiave anti-russa (e` stata menzionata la rottura con Stalin). Possibile, ma la rottura con Stalin e` del 1948, e Stalin muore nel marzo del 1953, quindi non so quanto questo ruolo anti-russo potesse essere sfruttato dalla jugoslavia nel momento che stiamo affrontando.
jolly46



Nov 11, 2008 - 4:54PM
Re: Esigenza "Trieste"

Pregherei i signori forumisti di non tirarmi dentro discussioni "varie".
Quanto scrivo in genere si basa su dati documentati e fatti accaduti ovvero situazioni dell'epoca.
Mi piace la ricerca storica meno le ipotesi e le interpretazioni.

Che un aereo sia atterrato ad Aviano "di sorpresa" o "d'accordo" è ininfluente alla storia di quei giorni e di quegli anni che va vista in un panorama più ampio.
"Di sorpresa" rispetto a chi poi se una rete radar non c'era (ed abbiamo aspettato anni recenbti per avere le coperture a bassa quota)? Lo stato dell'arte era quello e basta.
"D'accordo" con chi? Con l'intelligence? Bene, cose sempre successe e che sempre succederanno e che per loro natura è scontato che rimangano misteriose e non diffuse. Poi magari ognuno può fare le sue congetture, ma in tema di intelligence c'è sempre tutto ed il contrario di tutto.

Più interessante ribadisco invece sia lo studio e l'approfondimento sulle predisposizioni dell'Esercito per l'Esigenza Trieste, se non altro perchè siamo in un paese cui piace autodenigrarsi mentre qui siamo di fronte ad un "buon lavoro" della nostra organizzazione militare dell'epoca.
E ciò nonostante le consuete problematiche di ordine economico e di risorse che erano ben presenti anche in quegli anni (solo da poco erano state eliminate dal corredo militare le storiche pezze da piedi).

Così come lo studio degli anni successivi sarebbe parimenti interessanti, chi li ha vissuti sa bene che problemi ed anche grossi ce ne sono sempre stati ma il lavoro ordinativo ed organizzativo fu comunque encomiabile ed instancabile a testimonianza che anche qui in Italia avevamo "gente in gamba"!
lupo



Nov 11, 2008 - 6:22PM
Re: Esigenza "Trieste"

non è una "possibilità", è quello che emerge scartabellando un pò tra fonti non italiane. La guerra fredda non è finita con la morte di Stalin.

Dico solo questo: la UE sta sponsorizzando un progetto museografico sulla guerra fredda, per cui il tracciato della "cortina di ferro" attraverso l'Europa dovrebbe essere segnalato da iniziative di vario genere. Penserà che il nostro confine orientale dovrebbe farne parte...e invece no! Secondo questo progetto la "cortina di ferro" dovrebbe seguire il confine tra la Yugoslavia e l'ex-PdV. Fate voi...
Diomede (Venezia)



Nov 11, 2008 - 6:29PM
Re: Esigenza "Trieste"

In effetti sig. Lupo la storiografia ufficiale dice che gli USA obbligarono l'Italia a firmare il trattato di Osimo come contropartita alla Yuogoslavia per il suo schieramento in prima linea contro il PdV.
Junior



Nov 11, 2008 - 7:48PM
Re: Esigenza "Trieste"

"Penserà che il nostro confine orientale dovrebbe farne parte...e invece no! Secondo questo progetto la "cortina di ferro" dovrebbe seguire il confine tra la Yugoslavia e l'ex-PdV. Fate voi..."

non credo che il nostro confine orientale si possa paragonare alla cortina di ferro. Ai tempi della Jugoslavia, specialmente in tempi piu` recenti il transito dei confini era possibile nei due sensi con un normale controllo dei documenti.Vi erano numerosi scambi commerciali, transito turistico etc..etc...

de facto il confine tra Jugoslavia e paesi del PdV offriva mooolto meno liberta` di movimento ed in effetti paragonabile (in termini di rigorosita`) ad lla ben nota "cortina di ferro".
Pierpaolo



Nov 11, 2008 - 9:06PM
Re: Esigenza "Trieste"

Aviano, come Osoppo e come Risano/Lavariano era piste note essendo risalenti alla guerra, tanto è vero che anni dopo il Mig ungherese che scese da Tarvisio attraverso il Canale del Ferro non trovò di meglio che atterrare sulla ex pista in cemento di Osoppo.

Infatti, al tenente Biro, nel 1969, se non erro, la pista (abbandonata) di Osoppo era nota perché l'intelligence americana gli aveva fornito le coordinate.
Trovo significativo che prima dei Carabinieri, dotati di A.R., sul posto arrivarono su elicottero militari USA, provenienti dalla base di Aviano, i quali prelevarono il pilota e se lo portarono via.
Alle autorità italiane non rimasero che i resti (ammaccati) del MIG, che furono rimpatriati su carro ferroviario.
Gli americani solo riferirono che si trattava del Ten. Josef Biro, ovvero il Mario Rossi ungherese, e che aveva chiesto loro asilo politico. Poi lo fecero sparire. Si presume che sia stato inoltrato, si auspica vivo ed in buone condizioni di salute, negli USA.
Junior



Nov 11, 2008 - 9:14PM
Re: Esigenza "Trieste"

molto interessante, la storia del MIG ungherese.
Alcuni dettagli pero` non combaciano con la versione che avevo trovato in rete. Nella versione che ho letto vi erano le seguenti differenze:
1)La conoscenza della pista di Osoppo era dovuta alla consultazione di vecchie carte risalenti alla IIGM (in effetti il campo di volo era attivo durante la IIgm)o carte di campi per possibili aviosbarchi del PdV.
2)Il relitto del MIG fini`a Roma per essere esaminato (mi sembra abbastanza logico).

sarebbe interessante confrontare le diverse versioni della storia, magari reperendo qualche fonte locale.Nel mio caso, ad esempio, non sapevo il dettaglio dell`elicottero USA che venne a prelevare il pilota.
Satebbe interessante rintracciare in pilota stesso (probabilmente ancora vivente?)

e' comunque un episodio poco noto...
jolly46



Nov 11, 2008 - 10:50PM
Re: Esigenza "Trieste"

Ci stiamo un po' allargando dal tema iniziale, comunque i confini della "cortina di ferro" sono ben segnalati: la linea difensiva NATO era in territorio italiano ed escludeva per evidenti ragioni geografiche le città di Gorizia e Trieste che erano "indifendibili".
Le tracce della fortificazione permanente sono tutt'oggi ben visibili a chi "gira" sul Carso, nell'isontino, nel Collio e nel Cividalese.
Poi chi non conosce la storia può spostare i confini dove pare e piace ........... ma questo è un altro discorso.
Pierpaolo



Nov 11, 2008 - 11:02PM
Re: Esigenza "Trieste"

Le mie fonti sono quanto riportato all'epoca dal quotidiano triestino "Il PICCOLO".
I numeri potrebbero essere rintracciati, anche perché sui particolari la memoria mi potrebbe tradire.
Ricordo bene, tuttavia, perché il fatto non mancò di colpirmi, che sul posto arrivarono per primi gli americani, lasciando i Carabinieri e le autorità italiane con un palmo di naso.
Per quando riguarda il MIG, credo di ricordare fosse un velivolo già allora antiquato, privo di qualsiasi interesse. Ricordo, invece, meglio, sempre perché non mancò di colpirmi, che venne restituito all'Ungheria e che venne usato, allo scopo, il trasporto ferroviario.
In ogni caso, la fuga non era stata un fatto isolato e spontaneo, ma concordata e pilotata dallo spionaggio americano. La pista di Osoppo ritengo venne scelta perché abbandonata e decentrata: non fu necessario nemmeno avvertire i Carabinieri di non fare troppo presto. Inoltre era a portata d'elicottero da Aviano.
Si sa, del resto, che attraverso Aviano gli USA fanno entrare ed uscire dall'Italia chi vogliono loro, eludendo ogni controllo di chi esercita (in teoria) la sovranità. Come nel caso Abu Omar.
Junior



Nov 12, 2008 - 7:54AM
Re: Esigenza "Trieste"

Ringrazio il sig. Pierpaolo delle puntualizzazioni e mi scuso col sig. Jolly 46 per le divagazioni.

al limite si potrebbe aprire un thread dedicato agli sconfinamenti (voluti e non) aerei.
ares



Nov 12, 2008 - 10:32PM
Re: Esigenza "Trieste"

L'Aeronautica e la Marina Italiana erano nettamente più forti delle corrispondenti FF.AA. Yugoslave; basta pensare che l'AM dell'epoca schierava già più di 200 F84G mentre l'aeronautica slava stava iniziando solo a quell'epoca a transitare su quell'aereo ed i reparti intercettori e cacciabombardieri erano ancora basati su velivoli ad elica; la Marina Italiana era nettamente più potente anche se ancora basata su naviglio risalente alla II GM;qualche preoccupazione destava la consistente linea di motosiluranti a disposizione della Marina Yugoslava.Interessante notare come per l'Esigenza Trieste, la Marina riarmò praticamente tutte le batterie antinave esistenti lungo la dorsale adriatica, comprese di fotoelettriche.
Meno accentuato era, invece, il divario esistente tra l'Armata Rossa Yugoslava e l'Esercito Italiano;entrambi gli eserciti erano ancora largamente dotati di materiali risalenti ai due conflitti mondiali ed in alcuni casi identici o simili;l'Esercito Italiano a differenza di quello Yugoslavo era dotato di una buona mobilità mentre quello Yugoslavo aveva pochi mezzi di trasporto; l'Armata Rossa Yugoslava difettava di quadri istruiti e, come avveniva nell'Armata Rossa Sovietica, il comando era centralizzato; in più, i nostri Servizi avevano colto forti segnali di disagio in campo slavo dovuti alla crisi economica ed all'andamento cattivo della raccolta del grano.
Il nostro Esercito difettava di munizionamento, di mezzi corazzati moderni (gli M26 e gli M47 sarebbero entrati in linea successivamente, a crisi terminata)e le scorte logistiche non garanativano una grande autonomia.
Gianfranco



Nov 13, 2008 - 11:01AM
Re: Esigenza "Trieste"

Per quanto riguarda il campo italiano, c'è da aggiungere che negli anni '50 la nostra opinione pubblica era certamente più preparata mentalmente ad una guerra di come non lo sia oggi a distanza di sessant'anni dall'ultimo conflitto.
Probabilmente se accadesse una situazione del genere in questi giorni, non faremmo uscire nessuno dalle caserme per non irritare la controparte. Che amarezza!
Email  

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