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Re: Stati Uniti d'America (3)

Può sembrare poco epico, ma le guerre si vincono così.

Gli Americani per sbarcare in Sicilia hanno chiesto aiuto alla Mafia... Che c'è di male?
Se devi fare la guerra, fai la guerra. Ogni metodo che permetta di risparmiare anche un solo giorno di combattimento è, secondo me, da preferirsi.

Oltre al "dettaglio" che così le guerre si vincono, mentre a fare il Tom Clancy si beccano solo mazzate nei denti (o altrove).


Intanto, sembra che (finalmente) negli Stati Uniti qualcuno abbia capito come gira il mondo.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_903698577.html

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Può sembrare poco epico, ma le guerre si vincono così.

Per altro "così" si possono anche perdere. Per fortuna.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Intanto, sembra che (finalmente) negli Stati Uniti qualcuno abbia capito come gira il mondo.

http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_903698577.html
Email: merho2@gmail.com

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Strano, un altra lettera......ricordate quella arrivata da Hamas, poi smentita.

Mi pare una notizia molto parziale, soprattutto per i seguenti ragionamenti:

1) Un iran nucleare NON conviene in primis alla russia, visto che si ritroverebbe con un paese NON controllabile che spadroneggia nelle ex-repubbliche mussulmane dell'URSS. Inoltre l'obiettivo dei russi è semplicemente quello di limitare l'influenza degli USA in medio-oriente attraverso un Iran docile e sottomesso alla volonta di Mosca.

2) La tecnologia nucleare iraniana è stata fornita dai russi, che potevano tranquillamente vendergli la "formula" della bomba, ma non l'hanno fatto.
L'iran senza quella "formula" non puo arrivare al nucleare in tempi brevi.

3) Bomba o non bomba gli USA non intendono invadere l'Iran sia per ragioni pratiche (70 milioni di abitanti e un territorio complesso) sia perche gli fa comodo avere un "nemico" che spaventa e minaccia la leadership dei paesi sunniti (Arabia, Egitto).

4)La Russia dovrebbe aiutare gli USA ha fermare il programma nucleare. Ma come?
La Russia NON vuole un iran nucleare, quindi non gli fornirebbe la "formula", comunque. Un attacco militare USA non avrebbe la possibilita di fermare il programma ma al massimo ritardarlo di qualche anno.

5) Il dietrofronte sull'installazione dello scudo anti-missile quindi non è legato alla situazione Iraniana, ma presuppone delle contro-partite molto piu sostanziose ed importanti, di cui non sappiamo.

In pratica mi pare che queste notizie sono delle semplici schermaglie un giocare al do-ut-des.

Occorre capire quali sono gli scenari in gioco.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Sono perfettamente d'accordo sul fatto che gli Iraniani non avranno mai la Bomba, per il semplice fatto che i Russi non permetteranno che ciò accada.

In realtà il mio gaudio era dovuto al fatto che, finalmente, sulle cose importanti si ricomincia a parlare.

Passando alle cose pratiche, la mia impressione è che i Russi siano molto ben radicati all'interno del Medio Oriente, e che quindi possano far sì che:
1) Ci siano informazioni molto accurate sul livello tecnologico raggiunto in Iran
2) Eventuali canali che dovrebbero fornire informazioni all'Iran (leggasi Siria, Corea del Sud e Pakistan) siano chiusi.

E' molto probabile che, infatti, il mondo da quelle parti sia ancora diviso in due, e che, quindi, i nemici degli USA siano normalmente amici dei Russi.
Per lo meno per quanto riguarda i nemici veri.

I nemici immaginari, invece, non stanno con nessuno.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

1) Ci siano informazioni molto accurate sul livello tecnologico raggiunto in Iran
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Scusi ma i russi hanno diverse decine di tecnici che lavorano in iran nelle centrali, quindi sanno bene dove sta andando il programma.

Sin dal principio sono stati attenti a non fornire loro tecnologie sensibili, che potessero essere sviluppate in loco.
In pratica i russi hanno venduto una specie di computer senza password. E' come se uno accende un Pc impostato per avviarsi completamente dopo aver digitato la "formula" dell'amministratore di sistema.

Puo darsi che i Mullah stiano segretamente cercando di decifrare il tutto ma credo siano molto lontano dal riuscirci.

In sostanza mi pare un colossale bluff.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Senza entrare nel dettaglio della politica medio-orientale, vorrei puntualizzare che per costruire una bomba atomica non servono formule o una ricerca ultra-sofisticate.
Anzi, le conoscenze necessarie sono alla portata di qualunque laureato in Fisica o Ingegneria Nucleare del giorno d'oggi.
Io ho lavorato con Ingegneri Iraniani, e il loro livello non e' cosi' distante dal nostro...

Il problema maggiore e' quello di procurarsi l'uranio weapon grade, ossia l'isotopo radioattivo 235 dell'Uranio, che in natura e' una percentuale minima del totale di Uranio.
Sapendo che l'Iran ha un certo numero di centrifughe che lavorano a tempo pieno, e supponendo che abbia una quantita' sufficiente di uranio nativo, e' solo questione di tempo prima che riesca a filtrarne una quantita' di Uranio 235 sufficiente per una bomba.

E una volta giunti a quel punto, realizzare la bomba sarebbe lo sforzo minore.

Saluti.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Beh, non proprio.

Fare una bomba è relativamente semplice, d'accordo.
Ma fare una bomba che funzioni, e che possa stare nella testata di uno Shahab non è così semplice.

Il problema è che, collaborando con i Russi, non è impossibile che un certo travaso tecnologico ci sia stato, anche perchè non è che in Iran siano esattamente tutti pecorai.

La situazione è fluida. Ripeto: secondo me, i Russi cureranno che l'Iran non abbia mai la Bomba.
Tuttavia non è detto che abbiano tutta 'sta voglia di farlo gratis.

Bene o male, un Iran nucleare è un problema tutto sommato contenuto per loro, mentre non è così per altri...

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Re: Stati Uniti d'America (3)

"Il problema maggiore e' quello di procurarsi l'uranio weapon grade, ossia l'isotopo radioattivo 235 dell'Uranio, che in natura e' una percentuale minima del totale di Uranio.
Sapendo che l'Iran ha un certo numero di centrifughe che lavorano a tempo pieno, e supponendo che abbia una quantita' sufficiente di uranio nativo, e' solo questione di tempo prima che riesca a filtrarne una quantita' di Uranio 235 sufficiente per una bomba".

1) L'Iran attualmente dispone di 5.000 centrifughe nell'impianto di arricchimento di Natanz, che naturalmente sono tutte sotto stretto controllo della IAEA. Di queste, secondo la IAEA circa 4.000 sono in funzione, mentre le altre sono ferme - forse perchè non servono, e forse per fare un gesto di apertura verso l' amministrazione Obama.

2) In ogni caso, le centrifughe di cui sopra lavorano SOLO per produrre uranio "reactor grade" (cioè arricchito al 3-4% di U235), che è appunto quello di cui l'Iran ha bisogno per il reattore di Bushehr (cioè un programma CIVILE).

3) Non vi è la minima indicazione che le centrifughe di Natanz servano, o possano mai servire per produrre uranio "weapon grade" (e cioè arricchito almeno al 98%). A parte ogni altra cosa, ce ne vorrebbero almeno dieci volte tante, a meno che la “questione di tempo” non significhi essere disposti ad aspettare il secolo prossimo per avere la bomba. E in ogni caso, la IAEA se ne accorgerebbe immediatamente.

4) Per questo, i sostenitori della “imminente minaccia nucleare iraniana” sono costretti a ipotizzare l’esistenza di un qualche centro di arricchimento segreto, dove l’Iran avrebbe nascosto le decine di migliaia di centrifughe che starebbero lavorando a produrre l’uranio “weapon grade”. Centro segreto di cui non esiste la benchè minima traccia.

In conclusione: si potrebbe magari pensare che le esperienze della massiccia campagna di menzogne e di allarmismo che venne a suo tempo sapientamente utilizzata per giustificare l’attacco contro l’Iraq siano quanto meno servite a vaccinare la gente, rendendola piuttosto scettica nei confronti di certi pseudo-argomenti. Invece, macchè. Appena partono gli opportuni segnali da Washington e da Gerusalemme, tutti pronti ad abboccare.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Sicuramente l'Iran non si sara' messa a centrifugare uranio weapon grade cosi' "tranquillamente".
Pero' la tecnologia e' la stessa che si usa per arricchire Uranio per reattori, semplicemente bisogna centrifugare "a cascata", fino ad ottenere concentrazioni di u235 piu' alte.

Quindi la tecnologia ce l'hanno.

Poi, se posso fare un appunto a quanto detto dal sig. Ebonsi, credo che la percentuale di 235 per avere un esplosione nucleare, anche se minima e "rozza", sia ben inferiore al 98%.

Naturalmente, in caso si volesse realizzare una testata ad alta resa e da 1 tonnellata, come diceva il sig. Zzoma, la purezza dell'U235 conta, come conta anche il progetto della bomba.

Re: Stati Uniti d'America (3)

in effetti è il solito percorso, prima si parla di arma nucleare, poi di ordigno sporco, poi si arriverà al botulino et similia, e infine al terrorismo....e comunque ci sono le parole dil leader Iraniani, che per alcuni sono sufficienti.

L'importante è seminare vento....a costo di tira fuori fialette puzzolenti all'ONU.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Ma quindi quale sarebbe il punto?
Pakistan, Sud Africa, gli Stati Uniti degli anni 40, hanno costruito bombe atomiche, ma l'Iran non puo' riuscirci, e se qualcuno ne parla e' un complottista?

Re: Stati Uniti d'America (3)

Io semplicemente credo che in questa fase storica non abbia l'interesse a farlo.

Anzi non abbia neanche l'interesse per provare ad iniziare a farlo.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

"hanno costruito bombe atomiche, ma l'Iran non puo' riuscirci, e se qualcuno ne parla e' un complottista?"

No, per carita'. Ma se per farsi UNA bomba ci possono mettere dieci/vent'anni, per farsi un "deterrente nucleare" appena appena credibile (bombe, vettori, pozzi di lancio o sistemi mobili) quanto potrebbero impiegare? E poi, per arrivare alla certezza della vetrificazione dell' Iran intero nel caso ne facessero uso.
Fino a prova contraria, l'Iran ha firmato il Trattato di Non Proliferazione e lo segue alla lettera. Se lo viola (dimostratamente, e su segnalazione di ispettori che siano almeno attendibili) allora si provvedera'. Ma prima di quel punto, siamo di nuovo alla fialetta.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Sinceramente non capisco, questa e' la seconda volta che vengo bollato come complottista.
Eppure, anche rileggendo i miei post, mi sembra di aver parlato solo di questioni tecniche, e di non aver espresso commenti politici ne' tantomeno di fanta-politica di alcun genere.

Sono il primo a dire che l'anno scorso le dichiarazioni di Bush e Ahmadinejad sembravano concertate per aumentare il prezzo del petrolio.
E spero bene che l'Iran non stia costruendo bombe sotto gli occhi dell'IAEA.

Pero' un conto sono la situazione e la volonta' politica, un conto sono le capacita' tecniche.

Saluti.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Ma in effetti, al meno secondo me, il vero punto del contendere non è se l'Iran abbia o avrà armamenti nucleari, e nemmeno se ci prova.

Anzi nemmeno se coltiva il sogno di provarci un giorno futuro.

Il punto, anche se non viene mai detto perchè imbarazzante, è che esiste una convenzione non dichiarata per cui tutta una serie di Paesi, e quelli dell aregione del Golfo Persico su tutti, non debbono avere accesso a tutta una serie di tecnologie.

E non penso che il timore sia quello delle possibili applicazioni militari, quanto piuttosto che per la strategicità dell'area un decollo tecnologico ed economico di qualche Paese dell'area non è semplicemente tollerato internazionalmente.

La cosa vale sia per i Paesi sviluppati, che paradossalmente per l'Iran.

Credo che l'Iran faccia proprio leva su questa convenzione non dichiarata per tentare di scardinarla, ed ottenere dal consesso internazionale il suo abbandono.

Il che equivarrebbe automaticamente a riconoscere all'Iran il ruolo di potenza egemone regionale, questo indipendentemente da qualunque sua postura minacciosa o dal suo potenziale, perchè tutti i Paesi della regione, con la parziale eccezione dell'Irak baathista, per problemi interni demografici, politici e sociali non potranno mai imboccare la stessa strada di sviluppo dell'Iran, e finirebbero travolti da un eventuale successo diplomatico iraniano di questa portata

Per cui ilpunto no è se l'Iran può o vule avere armamenti nucleari, ma se l'Iran può imporsi nel consesso internazionale come un Paese privo di tutele e veti, al pari dei "Paesi normali".

Re: Stati Uniti d'America (3)

E' anche colpa mia, ma guardate che c'è già una discussione aperta sull' Iran. Ci spostiamo lì?

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Re: Stati Uniti d'America (3)

" se il quarto trimestre 2008 era andato male (con un crollo del PIL del 6,8%dato annualizzato) il primo trimestre rischia di andare peggio. Goldman Sachs stimano infatti un possibile calo del 7%. A cui seguira' nel 2° trimestre una caduta del 3% (dato annualizzato). E quindi prevedono per l'intero 2009 un calo del pil Usa del 3,2% 8non 2,2% come previsto finora). Questo a causa di una ulteriore caduta degli investimenti.

Turani, Repubblica di oggi.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

" se il quarto trimestre 2008 era andato male (con un crollo del PIL del 6,8%dato annualizzato) il primo trimestre rischia di andare peggio. Goldman Sachs stimano infatti un possibile calo del 7%. A cui seguira' nel 2° trimestre una caduta del 3% (dato annualizzato). E quindi prevedono per l'intero 2009 un calo del pil Usa del 3,2% 8non 2,2% come previsto finora). Questo a causa di una ulteriore caduta degli investimenti.

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Se lo scenario di Turani si avvera le conseguenze per i piccoli paesi (Italia in primis) saranno devastanti.

Basta guardare al 2008.

L'italia ha avuto una caduta del pil a -1%.
Gli USA una crescita assai modesta del +1,1%.

In pratica un gap di oltre due punti.

Proiettando questa distanza sull'anno in corso avremmo per l'Italia una caduta del 5 e passa percento.

Rendiamoci conto -5% che si somma al -1% del 2008.

Una cosa enorme sul piano sociale e occupazionale.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

"Una cosa enorme sul piano sociale e occupazionale."

Calma.... La cosa sara' seria, ma non "enorme". Per essere enorme dovrebbe compararsi con quel che successe alla defunta URSS, ovvero - 50% del PIL in tre anni, per giunta con un PIL di partenza che era abbastanza bassino.....

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Calma.... La cosa sara' seria, ma non "enorme". Per essere enorme dovrebbe compararsi con quel che successe alla defunta URSS, ovvero - 50% del PIL in tre anni, per giunta con un PIL di partenza che era abbastanza bassino.....
Email: enniomaz@pt.lu

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Un meno 6% complessivo per un paese che vanta una bassissima mobilita sociale è tantissimo, considerando che negli ultimi 10 anni si è accumulato un 12% di Pil in meno rispetto alla media occidentale.

E poi il tessuto imprenditoriale è costituito da piccole e micro imprese con meno di 15 dipendenti.

L'italia NON HA quelle 10-15 multinazionali di cui ci sarebbe bisogno, a parte Fiat non c'e nulla.

Eni, Finmeccanica sono piu aziende straniere che italiane, Telecom ormai gestisce solo call-center con migliaia di precari, Alitalia verra ridotta ai minimi termini.

Rimangono piccole aziende, soprattutto nell'area Piemonte,Lombardia,Veneto.

La situazione piu drammatica è nel sud e lungo l'arco appennino. Ci sono intere province che dipendono dalla sopravvivenza di un solo distretto industriale o addirittura di una sola fabbrica.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Leggete qua:

"Russian general says U.S. may have planned satellite collision
03/03/2009 13:01 MOSCOW, March 3 (RIA Novosti) - A collision between U.S. and Russian satellites in early February may have been a test of new U.S. technology to intercept and destroy satellites rather than an accident, a Russian military expert has said.

According to official reports, one of 66 satellites owned by Iridium, a U.S. telecoms company, and the Russian Cosmos-2251 satellite, launched in 1993 and believed to be defunct, collided on February 10 about 800 kilometers (500 miles) above Siberia.

However, Maj. Gen. (Ret.) Leonid Shershnev, a former head of Russia's military space intelligence, said in an interview published by the Moskovsky Komsomolets newspaper on Tuesday that the U.S. satellite involved in the collision was used by the U.S. military as part of the "dual-purpose" Orbital Express research project, which began in 2007.

Orbital Express was a space mission managed by the United States Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) and a team led by engineers at NASA's Marshall Space Flight Center (MSFC).

According to the DARPA, the program was "to validate the technical feasibility of robotic, autonomous on-orbit refueling and reconfiguration of satellites to support a broad range of future U.S. national security and commercial space programs."

Orbital Express was launched in March 2007 as part of the U.S. Air Force Space Test Program's STP-1 mission. It tested a prototype servicing satellite (ASTRO) and a surrogate next generation serviceable satellite (NextSat). The demonstration program met all the mission success criteria and was officially completed in July 2007.

Shershnev claims the U.S. military decided to continue with the project to "develop technology that would allow monitoring and inspections of orbital spacecraft by fully-automated satellites equipped with robotic devices."

The February collision could be an indication that the U.S. has successfully developed such technology and is capable of manipulating 'hostile satellites,' including their destruction, with a single command from a ground control center, the general said".


Orbital Express un progetto segreto della Darpa:
http://en.wikipedia.org/wiki/Orbital_Express

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Il fatto che due satelliti delle dimensioni di pochi metri si possano "casualmente" scontrare nello spazio è pressochè impossibile. Sarebbe più facile vincere al superenalotto alla prima giocata.

Quindi è logico pensare ad un abbattimento. Se poi a dirlo sono i russi diciamo che è una certezza.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Che Finmeccanica ed Eni siano aziende più straniere che italiane, mi giunge nuova.

Da dove viene questo assunto?
Sono aziende a capitale italiano, con CEO italiani, e manodopera in stragrande maggioranza italiana (soprattutto per quanto riguarda la progettazione)...

Certo, hanno partecipate all'estero, ma questo ne fa, appunto, delle multinazionali, non delle aziende estere!

Quanto poi al ragionamento "quest'anno siamo cresciuti il 2% in meno degli USA, quindi l'anno prossimo cresceremo sempre il 2% in meno degli USA", anche questo lo trovo curioso.

Le stime della crescita italiana nel 2009 sono attorno al -2,qualcosa%, posso credere che si siano sbagliati di grosso ed il -2 diventi un -3,qualcosa...
Ma -5 mi sembra proprio un'ipotesi campata in aria.

Poi, si sa, le sorprese sono sempre dietro l'angolo, non lo nego.
Solo mi sembra che oggi non ci siano gli elementi per effettuare questo tipo di previsione.

Quanto poi ai livelli di occupazione, vedremo.

Allo stato attuale, il nostro mercato del lavoro (confrontato al loro) sta tenendo egregiamente.
Vedremo cosa ci riserverà il futuro!

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Che Finmeccanica ed Eni siano aziende più straniere che italiane, mi giunge nuova.
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Sul piano occupazionale e per quello che concerne i ricavi lo sono.

In Italia mica c'e petrolio, quindi i dipendenti Eni sono dove si trovano i pozzi, mentre Finmeccanica guardagna soprattutto all'estero.



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Da dove viene questo assunto?
Sono aziende a capitale italiano, con CEO italiani, e manodopera in stragrande maggioranza italiana (soprattutto per quanto riguarda la progettazione)...
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I dipendenti esteri di Finmeccanica e Eni sono piu numerosi di quelli italiani e soprattutto guadagnano pure di piu.


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Quanto poi al ragionamento "quest'anno siamo cresciuti il 2% in meno degli USA, quindi l'anno prossimo cresceremo sempre il 2% in meno degli USA", anche questo lo trovo curioso.
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Un vecchio adagio dei Rangers recita:
"Rangers lead the way".

Potremmo dire "Americans lead the way".

In sostanza è l'economia USA che fa la rotta.
Se gli USA scendono del 3-4% non puo sperare che l'Italia faccia meglio, soprattutto considerando che il paese è entrato in recessione prima degli altri.
Nel 2008 siamo a -1% e gli effetti della crisi non erano ancora stati dispiegati, visto che fino a Settembre tutto girava normalmente.

Azzardo qualche stima, visto che un po tutti lo fanno.
Secondo i miei calcoli nel primo trimestre del 2009 il Pil italiano va sotto di un numero compreso tra il 4,5% e il 5%.

Accetto scommesse!!

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Ecco gli ultimi aggiornamenti e balletti di cifre:

"Il vicedirettore generale Visco: "Avevamo ipotizzato -2% ma prima della pubblicazione delle ultime stime Istat del 2008"
Bankitalia, peggiorano previsioni
"Nel 2009 Pil in caduta del 2,6%"

Teniamo conto che all'inizio del 2008 le stime di crescita per l'anno 2008 erano :
"Questo ha portato a revisionare al ribasso le stime per il 2008, per cui l’aumento del Pil si fermera’ allo 0,5-0,6%, secondo le previsioni governative della Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica".


In pratica avevano stimato per l'anno 2008 una CRESCITA dello 0,5%, ma si è finiti a -1%.

Oggi per il 2009 parlano di 2,6%, ma a mio modesto avviso avremo una contrazione compresa tra il 3% e il 3,5%.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Già meglio.
-3, -3,5 è già più credibile come dato.

Secondo me andremo meglio, comunque non si sa mai.

Quanto poi ad "America leads the way", è vero, è verissimo.

Solo che guida la strada sia in sù, che in giù.

L'alta volatilità è proprio la caratteristica principale del mercato americano, che cresce molto nei periodi di crescita, e perde molto nei periodi di crisi.
Qualsiasi dato verrà dalla crescita del primo trimestre in Italia, a vedere quanto si legge in giro sarà qualcosa di MOLTO meglio del -6,1% (che da qualche parte ha già fatto in tempo a diventare -6,8%) del mercato USA...

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Mi riallaccio alla notizia della "casuale" distruzione del satellite russo con un altra notizia:

"Russian Scholar Says U.S. Will Collapse Next Year"The prediction from Panarin, a former spokesman for Russia's Federal Space Agency"

Ma che strana coincidenza.

Le motivazioni di Panarin sul prossimo "collasso-guerra civile USA" sono le seguenti:

"Panarin argued that Americans are in moral decline, saying their great psychological stress is evident from school shootings, the size of the prison population and the number of gay men".


Addirittura fornisce anche qualche particolare:
""The End" — when the United States will break up into six autonomous regions and Alaska will revert to Russian control.

Propongo di indire una petizione che obblighi Panarin a iscriversi all'anonima alcolisti.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Solo che guida la strada sia in sù, che in giù.
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Infatti a mio avviso il Pil USA scendera quest'anno tra l'1,8 e il 2,2%.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

La notizia del giorno sul piano economico è questa:


"Dollaro ancora in prossimità di 1,2550 vs. Euro confermando come l’area 1,25 rappresenti un supporto rilevante nel breve termine prima di ipotizzare un apprezzamento più marcato del biglietto verde fino ai livelli di ottobre in prossimità di 1,23. Sulla valuta unica continua a pesare l‘ipotesi di difficoltà di uno dei paesi membri o di uno degli appartenenti all’unione europea. Lo stesso Almunia ieri ha esplicitamente dichiarato che è stata presa in considerazione una soluzione nel caso di difficoltà di uno dei paesi membri, senza però fornire dettagli in merito".


Praticamente Almunia ha implicitamente ammesso che un paese membro dell' EU , grecia(?), Irlanda(?)...è sull'orlo dell'insolvenza finanziaria.
Il rischio è quello di un effetto domino.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

"Ci sono intere province che dipendono dalla sopravvivenza di un solo distretto industriale o addirittura di una sola fabbrica."

Se cosi'fosse, la fabbrichetta dovrebbe avere 50.000 dipendenti. Specialmente al Sud e lungo l'Appennino intere province dipendono da (nell'ordine):
- Pensioni di vecchiaia;
- Pensioni di anzianita';
- Pensioni di invalidita';
- Impiego pubblico, dal Comune fino allo Stato passando per Comunita' Montane, enti di bonifica, forestali ed affini;
- Lavoro nero;
- Pizzo;
- Agricoltura, Industria e commercio.

Ergo, una riduzione del 5% del PIL non dovrebbe avere risultati catastrofici, visto che se qualcuno campa (male) con una pensione sociale di 550 E/mese, nel "paese piu' sovietico aldiqua' della Cortina di Ferro" non camperebbe molto peggio se perdesse 27 E/mese.
Scommettiamo che se dovesse verificarsi la malaugurata ipotesi i commercianti non avrebbero grossi problemi a ridurre i prezzi del 5%? Anche quello fa' "abbassare il PIL" ma l'effetto e' ben diverso.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Ergo, una riduzione del 5% del PIL non dovrebbe avere risultati catastrofici, visto che se qualcuno campa (male) con una pensione sociale di 550 E/mese, nel "paese piu' sovietico aldiqua' della Cortina di Ferro" non camperebbe molto peggio se perdesse 27 E/mese.
Scommettiamo che se dovesse verificarsi la malaugurata ipotesi i commercianti non avrebbero grossi problemi a ridurre i prezzi del 5%? Anche quello fa' "abbassare il PIL" ma l'effetto e' ben diverso.
Email: enniomaz@pt.lu

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Una riduzione del Pil del 5% si tradurrebbe in 70-80 miliardi di euro in meno nel sistema.

Non sono bruscolini, per un paese indebitato come l'Italia. Ma soprattutto, il discorso è un altro.

Nel paese ci sono circa 23 milioni di lavoratori attivi su un totale di 60 milioni di abitanti.

Negli ultimi 10 anni il numero di pensionati+ disoccupati+ precari/sotto-occupati e enormemente
salito.

In pratica ci sono oltre 6 milioni di disoccupati e precari/sotto-occupati e oltre 15 milioni di pensionati a vario titolo.

Con una situazione di crollo del Pil questo rapporto è destinato a peggiorare.

Un paese che ha un lavoratore sicuro per ogni pensionato/disoccupato/precario, NON VA da nessuna parte.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

"Un paese che ha un lavoratore sicuro per ogni pensionato/disoccupato/precario, NON VA da nessuna parte."

A parte che la distinzione "lavoratore sicuro/precario" e' tutta italiana, visto che per es. negli USA "locomotiva economica del mondo" TUTTI i lavoratori sono precari, un Paese che dalla caduta del Muro di Berlino ad oggi e' riuscito con pervicacia ad evitare qualsiasi riforma strutturale ed a scivolare indietro in termini di produttivita', formazione, ricerca, controllo della spesa pubblica, ecc. rispetto a qualsiasi altro paese NON DEVE andare da nessuna parte se non verso il "bagno di sangue" che inconsciamente cerca e che puo' scuoterlo.

Riuscire ad evitare le conseguenze della crisi con una applicazione di pannicelli caldi ci confermerebbe nella compiacenza nazionale e nell'autoassoluzione dai nostri peccatucci e peccatoni, fino all'estinzione finale.

Meglio morire con un Bang che con un gemito, si dice.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

TUTTI i lavoratori sono precari
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Con il termine precario intendo sottopagato.
Parliamo di persone anche laureate che guadagnano
700-800 euro al mese.

Il problema italiano è molto grave, visto che tali soggetti NON hanno accesso a nessun credito, ne ammortizzatori sociali (cassaintegrazione).

Inoltre difficilmente possono comprarsi una casa.

Ma il discorso non è tanto questo.

Per creare una classe media robusta bisogna elevare la qualita del lavoro e quindi la paga oraria.

Per arrivare a cio bisogna avere aziende che producono alto valore aggiunto.
Non ce l'hai se il tuo tessuto imprenditoriale è fatto di piccole aziende tessili, meccaniche, agro-alimentari, arredamento casa.....

Il valore aggiunto c'e l'ha chi lavora nell'informatica, farmaceutica, telecomunicazione, chimica "fine"........

Negli USA (ma non solo) nonostante la crisi avrai sempre multinazionali che investono per costruire stabilimenti, centri di ricerca, strutture di distribuzione....che danno lavoro magari al 10-15% della popolazione che porta a casa 70-80-90mila dollari l'anno e genera un effetto a cascata su altre attivita e redditi minori.

Se i lavoratori meglio pagati in Italia beccano 1200-1500 euro al mese, non puo pensare di creare nessun effetto in termini di indotto.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Il signor delta (e molti altri) ignora che la percentuale di "lavoratori precari" in Italia è più bassa rispetto a quella in Spagna, UK, Germania e Francia.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Comunque la notizia del giorno è questa:

"Tremonti: «La stretta al credito
è il rischio dei rischi per l'Italia»"


Adesso facciamo un passo indietro a Settembre 2008 quando lo stesso ministro dichiarava insieme a Mr B.
che le banche italiane erano sane, pontificava contro il modello anglosassone reo di aver elargito soldi a destra e a manca e rassicurando sul fatto che gli italiani risparmiavano e che il sistema creditizio italico era costruito con un criterio sano ed etico.


Come volevasi dimostrare, di fronte ad una crisi gravissima il ministro smentisce e corregge, riggira la frittata e fa un "doppio salto mortale con piroetta".

Una dichiarazione simile dimostra quanto profonda e pesante sia la crisi che scuotera il sistema paese, altro che "noi ce l'ha caviamo".

Peraltro un elemento da considerare è che per uscire dal circolo vizioso, servono nuove idee imprenditoriali.
Solo le idee hanno salvato in passato l'economia dalla depressione/stagnazione.

E le idee vanno finanziate.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Dove sta la sconfessione dell'accusa al "modello" di business finanziario di stampo anglosassone? Poi, scusate, ma è dall'inizio della crisi che si insiste sul fatto che il problema principale consiste proprio nel credit crunch.

Agli agiografi di Obama vorrei rispondere che, a mio modesto avviso, peggio non si sarebbe potuto muovere nella gestione della crisi.
In particolare, gli errori più gravi li ha commessi nella composizione del governo.
Di male in peggio.

Re: Stati Uniti d'America (3)

ignora che la percentuale di "lavoratori precari
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Ma infatti il mio ragionamento era quello di sommare
tale numero con quello dei pensionati e dei disoccupati.

La dinamicita di un sistema economico si misura anche e soprattutto dal numero di giovani che riescono a rendersi indipendenti economicamente dai propri genitori.

Se a 40 anni si è ancora a casa e si dipende per spese importanti dalle casse di mamma e papa, mi pare che non ci puo essere futuro!

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Re: Stati Uniti d'America (3)

io non so se il sig. Delta o altri abitino in USA e tocchino con mano quello che vedono, oppure parlino per sentito dire. Io posto, per la terza volta, questo:

I.m 74 years old work 40n hrs at $8.00 per hour, I save money each week. I'm not on the government dole in any way. I have an apartment eat good meals, see a doctor as needed. I have no savings but learned as a child in the early years from a depression learned father and fanily. Forget the Govern't

Donald L. Bison, Mckinney, Texas

Voi questo come lo identificate? meglio o peggio di un nostro pensionato? Una risorsa su cui puntare?
Una delle migliaia di persone messe in questo modo?

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Voi questo come lo identificate? meglio o peggio di un nostro pensionato? Una risorsa su cui puntare?
Una delle migliaia di persone messe in questo modo?
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Scusi la testimonianza per quanto veritiera di un individuo su 306 milioni di anime, Lei la reputa attendibile e valida per tutto il sistema.

E' un po come se un turista visitasse Scampia o i quartieri spagnoli di Napoli e traesse da questo la convinzione che tutta l'Italia è quella...

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Guardi, io in Usa ci ho vissuto, e anche da privilegiato: credo che lei se la immagini tutta come la Silicon Valley. Purtroppo non e' cosi'.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Non e' un mistero che molti non hanno pensione, primo perche' non tutti hanno un piano 401, e secondo perche' anche chi ce l'ha, e' ben lontano da avere una pensione sicura (vedi Enron, "Insider Trading" fatto coi soldi degli impiegati...).
Come conseguenza, sono in molti costretti a lavorare finche' campano, magari spazzando i pavimenti in un McDonald's, perche' a meno che tu non sia un pezzo grosso che della pensione non sa che farne, a 70 anni piu' di quello non trovi nemmeno in US.

Re: Stati Uniti d'America (3)

"Se i lavoratori meglio pagati in Italia beccano 1200-1500 euro al mese"

Se i mungitori di mucche Sikh della Bassa beccano 2.000 euro al mese piu'l'alloggio, ci sarebbe da vedere un po' cosa sono disposti a fare i nostri "meglio pagati" che per inciso costano al datore di lavoro 2-2.500 euro al mese.
Ma a parte le battute, se dal numero degli occupati detraiamo il numero di "lavoratori" impegnati in attivita' improduttive, capira' come mai la nostra produttivita'media e' piu' bassa di quella del Botswana.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Voi questo come lo identificate? meglio o peggio di un nostro pensionato? Una risorsa su cui puntare?

Bisognerebbe vedere l'apartment che ha. Il fatto è che buona parte di quelle che in America vengono chiamate "case", qui non meriterebbero di più che la classifica "baracche". Spesso ampie, secondo i nostri standard, molto funzionali ed anche belle, quando nuove. Tuttavia, anche con una diuturna manutenzione, cui il 74enne Mr. Bison dedicherà puntualmente i sabati "liberi", sono concepite per finire, dopo 20 anni nella spazzatura.
Non è improbabile, quindi, che il pensionato, se l'appartamento che possiede non è in una casa nuova di stecca, finisca i suoi giorni in una abitazione fatiscente.
Quanto ai good meals lascerei perdere. È questione di gusti, visto che è abituato così. Gli hamburgher di bovino gonfiato agli ormoni, con relativo apporto calorico necessario quotidiano non gli mancheranno ...
Se, poi, si becca anche una semplice influenza e rimane un giorno a casa, sono 64$ in meno a fine mese, se non ricupera il sabato o la domenica. Niente hamburgher, solo patate e fagioli.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Proprio quello che intendevo io.
Mentre invece temo che molti pensino che in Usa si viva tutti come in 'Beautiful'. Aragoste, Ferrari, biondone a coscia lunga, e via andare.

Li se viene la crisi, e' molto peggio che da noi. Per il popolino, intendo. Ma pare che molti non se ne rendano conto.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

La notizia del giorno è questa:

http://www.breitbart.com/article.php?id=D96Q4L200&show_article=1


Il Nord Corea minaccia sfracelli se verra abbattutto il missile balistico che sta per lanciare.

Come sempre è tutto un bluff.
Vedremo se Obama cede di fronte a questa ennesima provocazione; l'unica risposta possibile è l'abbattimento del missile.

I coreani NON hanno carburante per iniziare una guerra e dietro queste provocazioni ci sono i Cinesi che vogliono incrinare l'equilibrio di deterrenza che il sistema militare USA assicura nel Pacifico.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Anche secondo me è un bluff vero e proprio.

Nel senso: quando mai è stato tirato giù un satellite, vero o finto che sia?
Mi risulta che, infatti, nessuno abbia anche solo PROVATO a tirare giù il "satellite" messo in orbita dagli Ayatollah iraniani, o mi sbaglio?

Non penso nemmeno si tratti di macchinazioni cinesi, detto fra noi.
Avessero uno straccio di intenzione di continuare a supportare sul serio la Korea del Nord, gli avrebbero fornito un vettore civile come, che so, un Lunga Marcia 3A.
Probabilmente quella che vedremo sarà l'ennesima modifica del Taepodong, che si disintegrerà a mezz'aria senza bisogno di contributi esterni.

Quest'uscita della dirigenza coreana, mi sa tanto di disperato tentativo di richiamare l'attenzione internazionale su di loro, un po' come i cani che abbaiano, i bimbi che piangono, o presidenti che si infilano la bandana.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

NYTimes mappa interattiva della disoccupazione USA contea per contea

Da un'immagine immediata delle differenze esistenti tra i vari stati dell'Unione.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Carta che rappresenta la distribuzione, tra i vari paesi del mondo, delle obbligazioni del Tesoro degli USA.

Cliccare su "Grand Format", in basso a sinistra, per avere un immagine più grande.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Obama: Troop move to Mexican border under consideration

http://www.mcclatchydc.com/227/story/63800.html



Come dicevo qualche tempo fa, i prossimi 4 anni metteranno fine al "politically correct" che ha imperato dalla meta degli anni 70.

Finalmente molti si stanno svegliando, e comprendono come i popoli NON sono tutti uguali.

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Re: Stati Uniti d'America (3)

Gli Stati Uniti hanno protestato con la Cina per avere compiuto azioni di intimidazione contro una nave della US Navy in un insolito incidente, avvenuto domenica in acque internazionali, che ha visto getti d’acqua e marinai in mutande. Il Pentagono ha reso noto che cinque navi cinesi «hanno seguito ed effettuato manovre pericolose portandosi in stretta vicinanza" della USNS Impeccable, una nave con equipaggio civile impegnata in ricerche oceanografiche nel Mare della Cina.
Due navi cinesi avrebbero bloccato l’unità Usa e altre due si sarebbero portate a solo 15 metri sventolando bandiere cinesi e intimando ai marinai americani di abbandonare l’area. L’equipaggio Usa avrebbe risposto lanciando getti d’acqua contro i marinai della nave cinese più vicina (giunti ormai a soli otto metri) che avrebbero risposto spogliandosi delle uniformi per restare solo in mutande. L'equipaggio della Impeccable avrebbe informato a questo punto le navi cinesi, via radio, che stava per lasciare l’area ma anche in questa fase le imbarcazioni di Pechino avrebbero proseguito nelle manovre di disturbo e provocazione.
"Le manovre non professionali delle unità cinesi hanno violato le norme internazionali riguardanti i diritti e la sicurezza delle imbarcazioni che usano legalmente l’oceano", ha sottolineato una dichiarazione del Pentagono. Il ministero della difesa americano ha aggiunto che l’incidente, avvenuto circa a 120 km dall’Isola di Hainan, era stato preceduto nei giorni scorsi da comportamenti sempre più aggressivi da parte delle imbarcazioni cinesi. Il governo di Pechino ha a sua volta invitato le navi statunitensi a non violare le acque territoriali del mare meridionale cinese. Il portavoce del ministero degli Esteri, Ma Zhaoxu ha detto che la denuncia statunitense è "assolutamente imprecisa".
Secondo Pechino la nave statunitense ha "infranto la legge internazionale, la normativa e i regolamenti cinesi". "La Cina ha rivolto un appello solenne agli Stati Uniti con la richiesta di cessare immediatamente queste attività". (Lastampa.it)

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