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Re: Stati Uniti d'America (3)

Secondo i cinesi no, non era in acque internazionali
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L'avvenente "speaker" del governo cinese ci dice quello che i cinesi vogliono sentirsi dire.

Comunque sia, internazionali o non internazionali sto episodio ci dice una sola cosa: i rapporti di forza politici e militari tra i due paesi non sono stati modificati dalla crisi.

Ricordate la litania dei soliti "giornalai" cino-arruolati che ripetevano il solito slogan: "la Cina finanzia gli USA".

La realta evidentemente è un altra. Almeno in termini di rapporti di forza.

Le navi della US NAVY scorrazzano per mezzo mondo scortate dall'ombrello delle portaerei nucleari e decine di basi navali, controllando i choke-point strategici che rappresentano il vero asset strategico dei nostri giorni.

La Cina dovrà fare i conti con questa realta.

E'un paese che dipende dall'export di manufatti e dall'import di materie prime, esattamente come gli USA.
Nel dominio dei mari sta la geo-politica di domani.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Ma difatti, come mai tutto questo can can, per un fatto che direi è normale.

Io spio te, tu fai altrettanto con me.

Non sarà che si vuole stemperare la vicenda Tibetana, indirizzando l'opinione pubblica verso altre tematiche ?

Re: Stati Uniti d'America (3)

Il fatto della nave ha una sua importanza in relazione sia al momento che alla attuale contesto americano e cinese.

Pensare che dietro un governo ci sia un monolite non sempre è vero e questo vale anche per il governo cinese. Il premier cinese si deve confrontare con un sistema di potere che ha anime diverse e che non sempre vede la politica alla stessa maniera. Non tutti a Pechino hanno l'ansia di fare affari con gli USA. Lo stesso nella capitale americana.

In tempo di crisi, di viaggi diplomatici per avere salvo il proprio debito pubblico una evento come quello della nave non sarebbe grave se non finisse sui media e quindi pubblico.

Cosa pensate che dicano nei circoli non amanti dell'occidente a Pechino? Più o meno questo: ".... ecco il nostro premier va in contro agli americani e questi cosa fanno violano le nostre acque territoriali ...".

Il premier cinese deve mediare tra tanti anime che vivono nel partito comunista cinese, e quella nave non lo aiuta.

Queste cose come le so io lo sanno anche al Pentagono.

Re: Stati Uniti d'America (3)

ecco il nostro premier va in contro agli americani
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L'ennesima legenda metropolita.

Adesso i cinesi ci "fanno un favore e salvano i poveri derelitti americani".....

I cinesi se potessero fare lo sgambetto agli yankees lo farebbero senza pensarci due volte.

Ma non possono almeno nel presente.

Teniamo conto che ai piu sfuggono certe notizie economiche e si da risalto ai titoloni che fanno cronaca.

Ebbene il fatto piu rilevante negli ultimi 6 mesi non sono tanto il fallimento delle banche, ma che il DEFICIT commerciale americano si è quasi dimezzato, passando da 62-63 miliardi di dollari a 36-38 miliardi e il tasso di risparmio e salito per la prima volta da molti anni al 5% del reddito disponibile.

Questo spiega del perche della crisi mondiale.

La Cina è ancora alle prese con quella fase che Marx chiamava "l'accumulazione originaria del capitale".
Vale a dire che lo sviluppo del mercato interno in termini di domanda è ancora tutto da costruire.

Grazie all'export, la Cina alimenta questa accumulazione.
Se si dovesse arrivare ad uno scontro aperto, gli USA potrebbero tranquillamente decidere di innalzare ancora di piu il risparmio interno, riducendo ancora di piu l'import. Si torna agli anni 70.
I cinesi invece tornano in campagna a coltivare il riso.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Non credo che si torna agli anni 70, perchè la variante è comunque il prezzo del crudo ( e di conseguenza degli altri energetici), che è ben lontana dallo sperato 20 dollari al barile e che in questi giorni, il prezzo del crudo cresce slegandosi dal tasso di cambio del dollaro.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Penso che il forum sia frequentato da una star dei cartoni animati che voglia, per modestia, celare la sua vera identità. Leggendo i suoi post ho riscontrato la stessa vivacità intellettuale ed intuito che vedo su Italia 1: parlo di Omar Simpson.

Omar Simpson .... l'ho beccata!!!!!

Stia tranquillo non svelerò a nessuno il suo nick!!!

Re: Stati Uniti d'America (3)

Secondo i cinesi no, non era in acque internazionali

Confesso che non sono riuscito a capire assolutamente nulla del notiziario cinese, tuttavia non ritengo credibile che la nave USA fosse in acque territoriali cinesi.
In questa ipotesi, non vedo perché i cinesi si siano trattenuti dal sequestrarla. Lo hanno già fatto vietnamiti e coreani. Lo fanno persino i somali con pochissimi mezzi. Se il personale di bordo era di civili disarmati non sarebbe sorto alcun genere di problema "tecnico". Anche se non è sorto alcun problema del genere nemmeno con marinai e marines di Sua Maestà Britannica e pasdsaran iraniani.
Se, invece, come ritengo probabile, la nave straniera era in acque internazionali, allora l'azione cinese mi appare proporzionata ed appropriata.
La novità consiste proprio in questo. A differenza del passato, oggi la Cina ritiene opportuno ed utile intraprendere azioni di disincentivazione anche in mare aperto.
Mi pare, in quest'ottica, che abbia deliberatamente scelto le più spettacolari invece di concentrarsi solo sulle più efficaci.
Avrebbe potuto limitarsi ad immettere in acqua disturbi all'ascolto.

Re: Stati Uniti d'America (3)

eh, non e' cosi' semplice... La Impeccable fa parte del Military Sealift Command, e' una nave militare a tutti gli effetti. sarebbe come sequestrare un BURKE.

Re: Stati Uniti d'America (3)

perchè la variante è comunque il prezzo del crudo
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Un altra legenda metropolitana.

Ricordate la litania del 2006-2007-2006, il prezzo del greggio saliva perche i cinesi "consumavano molto", "l'asia era assetata di greggio"....delle balle spaziali.

In pochi mesi si passa da 150$ a 35$.

E la cina, non continuava a consumare per caso? Ma certo che si.Le auto in cina non hanno subito un crollo in termini di produzione, e i cinesi non sono diventati la meta.

In realta il prezzo del petrolio lo fanno gli speculatori anglo-americani.

Non lo fanno i produttori perche altrimenti il prezzo starebbe sempre a 200 dollari, mi pare logico.

Quindi si tranquillizzi, non si esce da questo sistema.

Molti qui ancora non hanno compreso un elemento fondamentale. La cosa piu importante del mondo non sono i soldi, ma le INFORMAZIONI e la capacita di manipolarle.
Chi ha le informazioni giuste vince.

Ora immaginate, che due divisioni di fanteria si scontrino; ci saranno attimi di confusione nel quale i vari comandanti non sono in grado di avere una prospettiva chiara. Chi avra la possibilita di vedere magari d'alto il campo di battaglia, sarà anche in grado di capire i punti deboli del nemico, e raggruppare le sue forze e muovergli contro.

Il vantaggio degli USA e relativi alleati di lingua anglofona sta nelle avere le informazioni; informazioni di tutti i tipi,in campo politico, economico e militare.

Sono le banche anglo-americane che fanno il mercato; è nella piazza di Ny, Chicago e Londra che si forma il prezzo del petrolio, del grano, delle valute....
gli altri partecipano al grande gioco, ma sono solo spettatori.
Non hanno TUTTE le informazioni. E'come se uno va in un casinò per sbancare il banco, ma i proprietari del casino con le telecamere possono vedere le carte che ha in mano, e danno istruzione al croupier di manovrare in un certo modo.

I principali organi di informazioni MONDIALI (CNN, ROUTER,NYTIMES,WSJ,BBC,Google,yahoo....) sono di marca anglosassone.
Sono loro che fanno la notizia.
I cinesi non hanno un network di questo tipo, e nemmeno i russi.
Se da questo "grande fratello" virtuale si decide di demonizzare questo o quel personaggio l'opinione pubblica si convince che cio' è vero.

Re: Stati Uniti d'America (3)

La notizia politica del giorno è questa:


Japan warns it may shoot down North Korean satellite launcher

http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/13/north-korea-japan-nuclear-missile



Ricordate le "previsioni" dei vari "esperti" di alcuni mesi orsono su di una "inevitabile" convergenza/alleanza/fusione tra le economie Giapponese/Coreana/Cinese in chiave anti-yankees.

Ebbene con il senno di poi ci si rende conto di quanto questi "esperti" fossero ingenui.

Il giappone minaccia "sfracelli", la corea "guerre apocalittiche", la cina "ammonisce questo e quello".

Mancano solo i Russi, ma non dubito che si faranno presto sentire.

Avremo un altro secolo di "dividi et impera" memoria.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Concordo con Lei Delta. Non ci piove che sono le banche anglo-americane a condurre i giochi. Concordo anche sull'essenzialità dell'informazione. Osservo pero' che ultimamente la piramide del potere, cominciava ad avere un po' troppe "punte", ed ad assomigliare più ad un poliedro irregolare che ad una vera propria piramide, ed in fondo la crisi, penso sia un tentativo di ritrovare una sola "punta" alla piramide. Aggiungo che quello che si è visto nell'ultimo decennio, non è una mancanza di informazione, ma un'incapacità di interpretare,gestire,plasmare,ed utilizzare in modo corretto il privilegio della supremazia dell'avere l'informazione.
Ora se è vero, come è vero che l'informazione viene "gestita" o manipolata, detta o taciuta, a secondo della convenienza, dai principali organi di informazioni MONDIALI (CNN, ROUTER,NYTIMES,WSJ,BBC,gOOgle,yahOO....), è anche vero che questi organi di informazione hanno esagerato nel mentire ( vedi rating di pura fantasia ecc.)o creare mostri tipo Nouriega, Saddam,Milosevic...o il Sudanese ora, perdendo credibilità.Questo tipo di disinformazione necessita di tempo,quel tempo che è sempre più limitato dal sistema di informazione che c'è, per esempio, attraverso la rete informatica. In poche parole, l'eccesso della menzogna, toglie legittimità all'informazione, passando da..." bocca della verità" ed utilizzata dai sabot, a evidente organo di propaganda di un NWO. Ne è facile mettere avvocates in ogni blog, o forum, per manipolare le informazioni politiche, finanziarie,industriali.
Un altro problema è il fine...a che serve dare più potere e soldi, alla punta della piramide, se poi di fatto si fa crollare l'economia dell'occidente, minando proprio la base della piramide che serve a sostenere i keystone? Forse è finito il gioco della grande scacchiera ed è ora di iniziare a capire le regole di Go.

Re: Stati Uniti d'America (3)

A scanso di equivoci non ho detto che negli USA esiste un manipolo di menti pensanti che complottano e organizzano a tavolino "questo e quello".

Ma che in realta gli USA e i loro "fratelli anglofoni" in virtu di un apparato di intelligence-massmediale assai pervasivo possono carpire informazioni, analizzarle con piu precisione e ragionevolmente costruire degli scenari futuri.
Tali azioni possono essere e spesso sono anche NON coordinate e centralizzate. In pratica se ad esempio una multinazionale adotta dei sofisticati sistemi di analisi (vedi data mining) delle proprie vendite non fa altro che ottenere una superiore capacita di informazione.

Anche in Internet si puo esercitare questa capacita.
Pensate a Facebook, Youtube e altri social network.
Si possono pescare enormi informazioni su quali tendenze sono in atto nel mondo giovanile, quali sono le posizioni politiche di taluni in molti paesi....

Internet e le sue applicazioni sono in parte un strumento di questo potere.

Tornando all'economia, mi pare che quando si parla di "mercato" molti non capiscono che esso esiste solo in parte.
L'idea che un gruppo di piccoli risparmiatore che ha investito 10-15mila euro nel mercato azionario possa determinare il destino di una grande banca fa ridere i polli.

Probabilmente il mercato quello VERO ruota intorno a qualche migliaio di famiglie in tutto il mondo, che si mette d'accordo su quali asset vendere, chiudere o allargare.

Re: Stati Uniti d'America (3)

Sulle peculiarità culturali americane e cinesi, con le conseguenze del caso, concordo con quanto scritto dal signor Delta.

Sullo sviluppo della crisi in atto invece no.

Il deficit commerciale USA è clato perchè sono calati gli investimenti produttivi, dato che tra calo dei consumi globali e stretta del credito, di investimenti produttivi se ne vedono molti di meno.

E sull'aumento del risparmio, tra crollo della Borsa e crollo del mercato immobiliare, il cittadino medio americano, proprio quell'operaio "superpagato" accusato di portare alla rovina l'industria automobilistica americana, ha ridotto i suoi consumi e aumentato i propri risparmi, in mancanza di investimenti ragionevolmente sicuri.


Il che è un bene, dato che l'aumentata predisposizione al risparmio può dare un minimo di copertura alle politiche di investimenti che l'attuale amministrazione USA vuole varare, e spiega anche perchè alla fine si farà di tutto per salvare le industrie: se crolla l'occupazione del settore manufatturiero e dei settori connessi, è la debacle.

Non sono certo i grandi capitali a garantire la credibilità delle politiche economiche governative, dato che hanno gli strumenti per trasferirsi ovunque ritengano più vantaggioso, sono i piccoli e medi consumatori che non hanno tante alternative a decidere se ci sarà o meno una base economica dietro le prossime politiche.

E eviterei di sbandierare la crisi come strumento politico predeterminato per frenare l'ascesa del cosiddetto BRIC.

La crisi stà innanzitutto travolgendo proprio i Paesi che fanno da contorno al cosiddetto BRIC, Paesi allineati ai Paesi occidentali, e che in questa crisi non stanno ricevendo un supporto sufficente, al punto da portarli al rivolgersi sempre di più proprio ai potenziali competitori dei Paesi occidentali.

é ben più di un decennio che nel sud-est asiatico, le economie locali non sono valutate in funzione dell epolitiche economiche occidentali, europee o USA, ma in funzione delle politiche cinesi.

Persino un Paese come la Corea del Sud guarda da tempo a Pechino per capire che vento tirerà sulla sua economia.

Fuori dal coro rimane il Giappone, ma il Giappone è legato in maniera quasi indissolubile ai destini degli USA.

Discorsi analoghi si possono fare per lo spazio della ex Unione Sovietica, e in misura minore per l'America latina con il Brasile.

Se c'è un Paese davvero vulnerabile nel BRIC, questo può essere l'India, che ha un modello di sviluppo che taglia fuori la assoluta amggioranza del apropria popolazione e rischia l'esplosione di forti contrasti interni.

Se la crisi colpisce duramente nei Paesi in via di sviluppo, per i Paesi principali come Cina, Russia, Brasile le conseguenze sono compensate da un accresciuto ruolo da protagonista nelle rispettive aree di influenza.

E qualsiasi segno di ripresa economica, porterà di nuovo le loro economie a crescere di gran carriera.

Re: Stati Uniti d'America (3)

tornando al confronto navale Cina-Usa, direi che si stanno mostrando i muscoli:

US Ship in China Scrape Assigned Escort
March 12, 2009
Associated Press
WASHINGTON - The Navy has assigned a heavily armed destroyer to escort the U.S. surveillance ship that got into a high-seas confrontation with Chinese ships last weekend.

A defense official says the Hawaii-based destroyer USS Chung-Hoon is keeping a close eye on the unarmed sub-hunting ship Impeccable as it continues operations in the South China Sea. The official spoke on condition of anonymity to describe sensitive ship movements.

The official says the escort ship joined the Impeccable on Wednesday.

China has demanded that the United States quit surveillance work in a disputed area far off the Chinese coastline. U.S. officials say they won't back off.

The Chung-Hoon is among the Navy's newest and most sophisticated warships. It joined the fleet in 2004.


Il Chung-Hoon (che non era un cinese, ma un hawaiano...) e' un Burke Ultimo modello.

Re: Stati Uniti d'America (3)

La Impeccable fa parte del Military Sealift Command, e' una nave militare a tutti gli effetti. sarebbe come sequestrare un BURKE.

Lei stesso, signor "madmike", ci conferma, però, che la Impeccable ha bisogno di scorta. Di un BURKE, infatti. Altrimenti in acque territoriali cinesi c'è un concreto rischio di venir sequestra.

Re: Stati Uniti d'America (3)

The Chung-Hoon
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Ai cinesi che fanno lo spogliarello, rispondono con il "Chung-Hoon"!!

Divertente.

Comunque non credo che possono sequestare la nave, cosi come gli USA non sequestrerebbero un'unita navale cinese. Troppo rischioso.

Chissa che i cinesi non decidano in un prossimo futuro di intraprendere un viaggio per spiare le coste della california (San Diego) o magari le Hawaii (Pearl Harbour).